Sicurezza
Cruciani scopre il giardinaggio Iadaresta sistema la cantina
Cosa fanno i rossoneri in questo momento di stop per il rischio contagio Meucci: «Speriamo di riprendere perché vogliamo vincere il torneo sul campo»
LUCCA.
C’è chi ha scoperto il pollice verde e si dedica al giardinaggio, chi ha “approfittato” dell’isolamento forzato tra le mura di casa per passare più tempo in famiglia. La “clausura” da coronavirus è una sofferenza per chi è abituato a respirare il campo ed allenarsi tutti i giorni. «Proviamo a superare questo momento difficile con i nostri cari, con la mia compagna e i familiari - dice il centrocampista Michael Cruciani dalla sua abitazione a Firenze - Mi sto dedicando a lavoretti in giardino con mio cognato e mio suocero, e in giardino ho allestito una piccola palestra per mantenermi in forma». Il metronomo romano condivide la scelta di fermare il calcio. «La serie D lo ha fatto subito, nel nostro girone c’erano squadre piemontesi e lombarde, regioni colpite pesantemente. Speriamo di uscire presto da questa situazione drammatica e ricominciare a giocare, anche se la priorità non è certamente il calcio, ma le fabbriche, le aziende e i tanti lavoratori messi in ginocchio da questa epidemia». Cruciani si “consola” con la Lazio in lotta per lo scudetto. «Speravo non facessero giocare Juve-Inter» scherza il centrocampista. Jacopo Coletta, portiere della migliore difesa, è nella sua Roma. «Cerco di non uscire e tenermi in forma, anche se non è facile trovare un posto dove correre in tranquillità nel rispetto delle prescrizioni. Adesso dobbiamo pensare solo a sconfiggere il virus con un gioco di squadra ed uscire da questa situazione. Quanto al campionato possiamo giocare anche a maggio e giugno». Matteo Meucci è a Querceta dove si allena, come tutti i rossoneri, con in mano la tabella personalizzata stilata dal professor Riccardo Guidi, preparatore atletico della Lucchese. «Posso uscire sotto casa e faccio il giro dell’isolato: una situazione avvilente, ma non dobbiamo tirarci giù. Speriamo di riprendere prima possibile e conquistare la promozione per fare festa con i tifosi». Pasquale Iadaresta ha un campetto davanti la casa dei genitori a Caserta. «Sono arrivato prima del blocco delle partenze dei treni e per fortuna ho un campo sportivo dove posso allenarmi e faccio palestra a casa. Poi mi sono dato alla cura delle piante e alla cantina che era trascurata e a mettere a posto le scartoffie. La mente ha bisogno di evadere, ma il pensiero è alle tante vittime di questo terribile virus». Giovanni Nannelli abita in campagna a Limite sull’Arno può fare jogging all’aperto. «Mi alleno più di prima: due volte al giorno. - dice col sorriso - Siamo controllati dal professor Guidi con un app che verifica i nostri esercizi. Se non corro vado fuori di testa. Con più tempo a disposizione mi dedico con più impegno agli studi universitari». —
NICOLA NUCCI
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