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Lucca

CALCIO DILETTANTI 

Club divisi sull’annullamento di tutti i campionati minori

Michele Citarella
Club divisi sull’annullamento di tutti i campionati minori

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LUCCA

Dopo la sosta dei campionati a seguito delle decisioni del governo è meglio chiudere con la stagione calcistica dei dilettanti evitanto rischi di contagio oppure riprendere il campionato, magari a fine maggio per giocare fino a giugno, termine ufficiale della stagione? Il pensiero di dirigenti e addetti ai lavori del pallone dilettantistico varia tra chi lascia trapelare ottimismo pur consapevole dell’emergenza in atto, chi pone seri dubbi sul proseguo dell’attività. Un concetto accomuna tutti: le scelte della Figc delle Lega Nazionale Dilettanti dovranno essere accettate al di là delle attuali posizioni di classifica. Ci sarà chi trarrà vantaggi e chi sarà penalizzato. Favorevole ad una ripresa del campionato, anche tra oltre un mese è Nicola Manfredi, voce dell’Atletico Lucca, in lotta per i playoff di Seconda: «Se si giocasse a maggio, vuol dire che le condizioni generali a livello nazionale legate al corona virus saranno migliorate. A mio avviso sarebbe triste annullare ogni cosa». Parere simile quello di Luca Notini, ds del Barga, che ha interrotto il campionato nel momento migliore: «Avevamo recuperato punti e posizioni di classifica. Ripartire sarebbe bello, ma non escluderei la possibilità, se l’emergenza si dovesse prolungare, di dover ripartire il prossimo anno senza retrocessioni o promozioni». Più scettico il dg del Lammari, Vittorio Andreoni: «Giocare a maggio e giugno? Non credo sia fattibile: abbiamo calciatori che hanno la testa altrove, con under alle prese con la maturità. Chi è in testa vince e chi è in fondo retrocede? Le regole devono essere uguali in tutti i gironi. E per i gironi in cui ci sono squadre a pari punti? Si gioca uno spareggio salvezza o per il primato dopo 3 mesi di stop?». Il parere di Simone Vanni, responsabile del vivaio del Castelnuovo e ds della prima squadra in Eccellenza, è a tutto tondo: «Giocare a giugno? Prevedo tempi lunghi. Ci sono campionati, come quello Allievi, dove restano da giocare ancora 9 giornate. Ed i ragazzi a giugno sono impegnati con gli esami. Anche le società dovrebbero rinunciare agli introiti dei tornei. Le fabbriche e numerosi servizi sono fermi e tanti calciatori saranno chiamati a lavori straordinari. Allenamenti e partite saranno la loro ultima priorità. Forse è meglio chiudere qui». —

Michele Citarella

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