Sicurezza
Russo: «Tifosi restate a casa adesso il calcio è in stand by»
Per l’ex mediano della serie B è il momento di restare uniti e seguire i diktat sanitari e delle amministrazioni comunali «È stato giusto fermare lo sport»
LUCCA. Calcio in pausa sino al 3 aprile. La serie D resterà ferma per tutto il mese di marzo con le squadre che dovranno recuperare 4 partite (Caronnese e Verbania cinque) e il campionato che, inevitabilmente, proseguirà per tutto il mese di maggio o quasi. Sulla decisione dei vertici federali il presidente della Lucchese, Bruno Russo, è in perfetta sintonia: «In questo momento il calcio passa in secondo piano. Credo di interpretare non soltanto il mio pensiero, ma anche quello di tutta la dirigenza della Lucchese, ringraziando il personale sanitario (medici, infermieri, ecc.) che si sta prodigando al limite delle forze per assistere le persone affette da Corid-19. Rivolgo un appello ai tanti giovani tifosi rossoneri, ma anche ai meno giovani, affinché per almeno queste due settimane evitino di frequentare locali e creare punti di assembramento in modo da impedire il diffondersi del contagio. Il calcio e lo sport in generale deve schierarsi in prima linea seguendo alla lettere le direttive dell’Istituto Superiore della Sanità e degli organi governativi. Meglio restare a casa e fare sacrifici adesso piuttosto che provocare danni che potrebbero essere irreparabili per il Paese. È un momento delicatissimo e la popolazione, prima ancora dei medici, deve restare unita perché con la salute non si scherza. Viene prima di ogni altra cosa ed è il bene più prezioso. Lucca deve fare la sua parte rappresentando un modello da seguire. Muoviamoci soltanto se strettamente necessario e se davvero non ne possiamo fare a meno. È l’unico modo per evitare il contagio e ridurre al minimo i rischi di contrarre il Coronavirus. Come Lucchese - dirigenti, staff tecnico e calciatori - abbiamo già preso le precauzioni necessarie sanificando gli ambienti allo stadio e all’Acquedotto e, attraverso il responsabile sanitario, visitando uno per uno tutti i giocatori e gli allenatori in modo da escludere categoricamente la possibilità che possano aver contratto il virus. Credo che se tutti quanti faremo la nostra parte tra un mese il peggio sarà alle spalle». —
L.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
