Italia
Il Coronavirus ferma il calcio dilettantistico Per 15 giorni la palla non rotolerà sul campo
La decisione del presidente Sibilla (Lnd) piace ai dirigenti rossoneri: «Giocare a porte chiuse un male per club e tifosi»
LUCCA. Prima a porte aperte, poi forse a porte chiuse, infine niente derby. Lucchese-Prato, come tutta la serie D, è stata rinviata dopo la decisione del Dipartimento Interregionale che nel prendere atto del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ha sospeso il campionato. Il presidente Cosimo Sibilia e il segretario Barbiero si sono fatti parte attiva per salvaguardare tifosi e società che, con la disputa delle partite senza pubblico, sarebbero state fortemente penalizzate dal mancato incasso. Inoltre ci sono ragioni tecniche e organizzative visto che l'espletamento dei controlli a carico delle associazioni e società sportive per garantire le porte chiuse necessitano di tempi particolari, e, vista l’imminenza delle gare programmate, è stato preferito il rinvio di tutte le gare in programma domenica 8 marzo a data da destinarsi. Niente porte chiuse, ma rinvio, a differenza della serie A e della serie B dove ci sono da proteggere diritti televisivi.
I RECUPERI
Adesso quanto si recupereranno le gare con Fossano e Prato? Gli organi della Lnd hanno deciso l’annullamento di tutti i recuperi programmati dall’11 marzo al 1 aprile in attesa di una nuova calendarizzazione. Il campionato di D quindi si fermerà per due settimane, essendo già stata programmata la sosta del 15 marzo. Pertanto, a meno di nuove disposizioni, non si tornerà in campo prima del 22 marzo quando i rossoneri dovrebbe ripartire da Verbania, come da calendario. E con ogni probabilità a porte chiuse. Per il presidente della Lucchese, Bruno Russo, è stata presa la decisione più giusta: «È stato sensato rinviare tutte le attività in attesa dell’evoluzione del fenomeno. Giocare a porte chiuse sarebbe stato contrario allo spirito del calcio e del tifo. Un applauso alla Lega Nazionale Dilettanti. Adesso aspettiamo di conoscere le date dei recuperi. E comunque al primo posto deve sempre venire la salute». Sulla stessa lunghezza d'onda il direttore sportivo rossonero Daniele Deoma. «Concordiamo con la linea del presidente Cosimo Sibilia, una decisione inevitabile. Al primo posto ha messo la salute e la tutela dei tifosi. Mi sento più sollevato perché la Lucchese ha una tifoseria eccezionale che sarebbe stata troppo penalizzata se si fosse giocata con gli spalti vuoti». Via libera gli allenamenti, purché svolti a porte chiuse e senza la presenza di pubblico con mister Monaco che da sabato a martedì lascerà liberi i calciatori. Nei comuni della cosiddetta “zona rossa” invece tutte le manifestazioni e le attività sportive sono sospese fino al 3 aprile. Chi non è in linea con il presidente Sibilia è Marco Scaltritti, addetto stampa del GhiviBorgo ed ex dirigente di Castelnuovo e Lucchese. Parla a titolo personale della decisione di rinviare le partite in programma domenica «È vergognoso che il presidente della D voglia mettere in gioco la correttezza del campionato di fronte a questa grave situazione di impegno civile e sociale. Qual è il senso di rinviare le partite della serie D al 22 marzo? Per non falsare il campionato era meglio seguire le indicazioni governative: giocare a porte chiuse riprendendo il campionato dopo aver già sospeso una giornata solo perché qualche presidente di Regione si era fatto prendere dal panico chiudendo tutto in maniera discriminata tutto. Inoltre per non falsare è bene che il campionato riparta dalla prima giornata saltata: altrimenti si potrebbe pensare che si voglia tutelare interessi particolari di pochi a discapito di tutte le società».
RICORSO RESPINTO
Intanto il giudice sportivo ha respinto il ricorso presentato dalla società rossonera contro le tre giornate di squalifica al capitano Maicol Benassi. Il difensore dovrà saltare Verbania e Seravezza. —
Nicola Nucci
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