Gioco
Di Biagio debutto a 15 anni con la maglia del Tau nel campionato di Eccellenza
ALTOPASCIO. Si chiama Francesco Di Biagio ed è il quindicenne del Tau Calcio che domenica ha esordito da titolare in Eccellenza, indossando la maglia amaranto della prima squadra. Classe 2004, Francesco ha giocato da titolare per tutti e 90 i minuti, in una partita, quella con il Castelfiorentino, delicata per gli equilibri della classifica. Attorno a lui, in campo, in panchina e soprattutto sulle tribune dello stadio Neri, dov’era schierata tutta la società amaranto, l’emozione era tanta e palpabile. «Francesco ha fatto molto bene – commenta Dante Lucarelli, responsabile area tecnica del Tau –. Ha occupato lo spazio tra i pali con una sicurezza da giocatore navigato: è stato davvero emozionante vederlo con la maglia della prima squadra. Il campo non era facile, la partita era di quelle tirate e tese e per i ragazzi di mister Cristiani si trattava di un incontro delicato in un periodo delicato. Con Citti, il portiere titolare, squalificato, e Donati, il 2002 che ricopre il ruolo di secondo portiere, infortunato, abbiamo scelto di pescare direttamente nel nostro florido settore giovanile. La scelta è ricaduta su Di Biagio perché conosciamo le sue capacità, la sua ambizione e anche la determinazione in allenamento e in partita. D’altronde sia il progetto Tau - Centro Formazione Inter sia il progetto Tau - prima squadra rispondono proprio a questi due obiettivi: da una parte formare e valorizzare i giocatori del nostro vivaio, accompagnarli nel percorso di crescita, tirare fuori da ognuno, nel momento più giusto, capacità e risorse. Dall’altra dare a questi ragazzi lo sbocco di poter proseguire nel mondo dei grandi con la nostra prima squadra. L'emozione di vederli crescere e affrontare nuove e sempre più complesse sfide è tanta e aumenta ogni giorno». Emozione che ha accompagnato Francesco Di Biagio per tutti e 90 i minuti di gioco. A raccontarlo è lui stesso. «Prima di iniziare la partita, soprattutto nello spogliatoio - ammette - ero molto emozionato, ma quando sono entrato in campo tutta questa emozione si è trasformata in voglia di far bene. Tutto questo grazie ai compagni di squadra che mi hanno fatto sentire parte del gruppo». —
M.C.
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