Il dolore
Comune, Lucchese e CRI unite contro il razzismo presentano il libro di Smulevich
LUCCA. Comune di Lucca, Lucchese calcio 1905 e Croce Rossa Italiana in prima linea contro il razzismo. Da Erno Egri Erbstein, che a Lucca conosciamo molto bene, fino ad arrivare a campioni di oggi come Koulibaly e Lukaku. Il calcio, il gioco più bello del mondo, subisce da sempre l'insidioso veleno del razzismo. A raccontarlo è il libro «Un calcio al razzismo, venti lezioni contro l'odio». Verrà presentato giovedì durante un'iniziativa pubblica in programma alle 21 nella sala studio dell'Agorà. Parteciperanno, oltre all'autore Adam Smulevich, anche una rappresentanza di giocatori e dirigenti della Lucchese e della polisportiva della CRI. Coordinerà la presentazione Luca Della Maggiore, e ci sara il sindaco Alessandro Tambellini. Ad illustrare l'evento sono stati il referente del sindaco di Lucca per i diritti Daniele Bianucci, l'assessore allo sport Stefano Ragghianti, l'assessore alla continuità della memoria storica Ilaria Vietina, l'addetto stampa della Lucchese 1905 Duccio Casini. Ha inviato i saluti i presidente della Croce Rossa Italiana di Lucca Fabio Bocca. «Abbiamo organizzato un momento condiviso, per riflettere sui rischi del razzismo, di cui neppure il gioco del calcio è del tutto immune – spiegano - Una minaccia che ha origine nei drammi che hanno attraversato la società europea nel secolo scorso. C'è un filo che collega i maestri danubiani della A epurati dal regime fascista in quanto ebrei agli ignobili attacchi contro campioni di oggi come Koulibaly e Lukaku. È quello che cerca di spiegare il libro in un percorso con diversi inediti, che spazia da Giorgio Bassani alle colte citazioni di Lilian Thuram, dal ruolo salvifico di questo sport per i reduci dai lager all'abominio di chi oggi propaga odio. Fu una schedina, quella mitica del Totocalcio, il sogno di riscatto del giornalista Massimo Della Pergola quando si trovava in un campo di internamento in Svizzera. E fu un pallone che rotolava nel segno di una "Stella Azzurra" a ridare ad Alberto Mieli, sopravvissuto ad Auschwitz, la forza di vivere». —
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