Il dolore
Senza Cruciani e Vignali la Lucchese vince di meno
L’assenza dei due elementi con maggiore tecnica si è fatta sentire con il Casale Molto bene il pubblico: con 1500 tifosi sugli spalti meglio della Carrarese in C
LUCCA. Equilibrio. Una parola che in questo millennio è passata di moda. Occorre stupire sempre e comunque: cambiare, modificare, trasformare, creare nuovi schemi, nuovi moduli, nuovi concetti. A volte basta sostituire le parole (ripartenza invece di contropiede; esterni bassi anziché terzini) perché l’interlocutore approvi, annuisca e applauda a prescindere. E tutti a riempirsi la bocca con il bel gioco, ma basta un gol subito per un banale errore a far cambiare idea e a mettere in croce il «rivoluzionario» di turno. E in fondo, statistiche alla mano, i campionati li vince chi subisce meno gol. Il calcio champagne va bene quando hai in squadra giocatori di grande qualità e al tempo stesso altruisti. Altrimenti meglio badare al sodo. Dopo il pari con il Casale, le polemiche sul gioco che latita e sulle poche occasioni in «fase di uscita» appare quantomai stucchevole. Si guarda la pagliuzza nell’occhio invece di fare un plauso al tecnico e ai dirigenti per una squadra costruita in ritardo e che lotterà sino all’ultima giornata per vincere il campionato. E soprattutto non si considera un fattore determinante: alla Lucchese mancavano Cruciani (squalificato) e Vignali (febbricitante). Due giocatori che hanno segnato 10 dei 29 gol complessivi (un terzo) e gli unici, per caratteristiche tecniche, che sanno dettare i tempi, rallentare l’azione ed evitare quella frenesia deleteria nella gestione della palla nei finali di partita. Sarà un caso, ma nelle 5 partite in cui è mancato Cruciani la Lucchese ha vinto (in rimonta) solo una volta, pareggiando in 3 circostanze e perdendo con il Real Forte Querceta. E senza Vignali è andata peggio: 5 pari e 2 sconfitte nelle sue 7 assenze.
IL RITORNO DEI TIFOSI
Ma al di là di sterili polemiche c’è un dato importante che travalica la mancata vittoria: il pubblico. Con 815 paganti è stato battuto il record stagionale. Segno di un ritrovato entusiasmo dei tifosi rossoneri. Anche di qualche tifoso-scettico che era rimasto a casa nonostante la cavalcata della squadra di Francesco Monaco in piena corsa per la C (ad un punto dalla vetta). Quasi 1500 spettatori sugli spalti del Porta Elisa (abbonati compresi). Una media superiore almeno domenica a tante squadre di serie C. La Lucchese ha battuto la Carrarese che non è mai riuscita a sforare il tetto delle 1500 presenze con una media di 1228. Nel girone A la presenza in tanti stadi è di 1450 spettatori, con diverse squadre sotto le mille unità. Anche nel girone B il tifo rossonero è al livello di club come Vis Pesaro, Fermana e Carpi che hanno una presenza intorno alle 1500 unità. In serie D il tifo rossonero ha pochi rivali. E nel girone A fa il vuoto: una media di quasi 900 spettatori, destinata ad aumentare dopo l'affluenza nella gara col Casale, nettamente davanti al Savona (436), Casale (338), Sanremese (327) e Prato (292). —
Luca Tronchetti
Nicola Nucci
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