Toscana
Lucchese raggiunta dal Casale perde la testa della classifica
A venti secondi dal triplice fischio un errore nella gestione della palla consente ai nerostellati di portarsi a casa il punto
Nel giorno in cui il Porta Elisa torna a riempirsi (1500 spettatori) la Lucchese perde, a 20 secondi dal triplice fischio, la testa della classifica. Perché nei minuti di recupero il Prato vince a Sarzana con la Fezzanese e scatta al comando con un punto di vantaggio dai rossoneri e 4 dal tandem Casale-Caronnese. Un poker di squadre che si contenderanno la promozione in C. Benassi e soci masticano amaro non tanto per il pari - risultato che non fa una grinza per quanto visto in campo - ma per il modo in cui matura. Una palla gestita male che genera un cross rasoterra per l’accorrente Di Renzo che con la complicità di Papini deposita in rete. È il terzo e ultimo minuto di recupero e c’è solo il tempo di riprendere da centrocampo prima che il direttore di gara decreti la fine delle ostilità. Forse l’assenza di Cruciani (squalificato) - per caratteristiche tecniche l’unico in grado di dare equilibrio e rallentare l’azione - in questa circostanza pesa come un macigno. Ma sarebbe ingeneroso gettare la croce addosso ad una squadra che sta facendo il massimo per stare al passo con le favorite della vigilia. Oltretutto il punto conquistato lascia inalterate le possibilità di staccare il biglietto per la C.
I MOTIVI D’INTERESSE
Lucchese-Casale non è una partita qualunque. E non è soltanto lo scontro diretto tra la capolista e la terza della classe. È anche un pezzo di storia del calcio dei primordi, una sfida degna di altra categoria viste le tradizioni dei due club secolari. E la cornice di pubblico stavolta è quella giusta: curva Ovest e gradinata con un numero di presenze decisamente maggiore e curva Est con oltre 120 tifosi nerostellati. Tutti accomunati nel ricordo di un tifoso del Casale (Marco Linarello) con un applauso struggente che risuona nello stadio. C’è poi l’occasione per la Lucchese di indossare la maglia biancorossa in ricordo dei 115 anni dalla fondazione.
LA PARTITA
E in questo contesto la sfida si mette subito nel migliore dei modi. Sul cross teso di Remorini in area la sfera giunge sui piedi del debuttante Lionetti che viene steso in area. Rigore sacrosanto che Iadaresta trasforma con freddezza. Il leitmotiv della gara cambia. È il Casale a fare la partita e la Lucchese a cercare di ripartire attaccando gli spazi. I nerostellati appaiono formazione organizzata. Ci provano da fuori e con scambi ravvicinati. E mantengono costantemente il pallino del gioco. Ad inizio ripresa, la Lucchese ha l’occasione di chiudere la sfida sull’asse Nannelli-Remorini con Iadaresta che a tu per tu con Tarlev che debolmente. Gli ospiti collezionano corner a raffica (alla fine saranno 15), costringono Coletta alla solita super parata su punizione del quarantenne ex Angelo Buglio e mettono alla frusta la retroguardia. Quando pare finita e il portiere nerostellato salva una conclusione su caparbia ripartenza di Papini ecco che nel recupero accade quello che non t’aspetti con il Casale che festeggia il punto tanto sognato. Finisce 1-1. Proprio come 30 anni fa. —
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