Sicurezza
Lucchese, la Soprintendenza coinvolta nel progetto stadio
Il presidente Russo: «Dopo il primo approccio avvenuto qualche giorno fa tra due settimane ci ritroveremo al Porta Elisa per capire meglio le esigenze»
Stadio, squadra, settore giovanile. La formula delle tre «esse» è imprescindibile per la nuova Lucchese. Senza una delle tre componenti anche le altre vengono meno. Al vertice della piramide c’è la ristrutturazione del Porta Elisa. A ruota i risultati sportivi della prima squadra e dulcis in fundo lo sviluppo del vivaio, linfa vitale per il club rossonero. Il presidente Bruno Russo spiega lo stato dell’arte alla vigilia di una partita importante per il futuro della società.
LO STADIO
Proprio nei giorni scorsi c’è stato un primo approccio con la Soprintendenza da parte dei progettisti incaricati dello studio di fattibilità legato alla ristrutturazione del Porta Elisa: «I professionisti dell’Aurora Immobiliare - sottolinea Russo - hanno avuto un contatto con la Soprintendente e tra una quindicina di giorni ci sarà un summit allo stadio per capire meglio cosa sarà possibile modificare, dove sarà possibile incidere in modo radicale e quale settore andrà salvaguardato. Devo dire che anche la Soprintendenza è consapevole della necessità di una ristrutturazione dello stadio e di una sua maggiore fruibilità nell’ambito di uno sviluppo migliore del tessuto locale. Adesso è necessario che tutte le forze in campo - Comune, Provincia e Soprintendenza - mettano in evidenza le loro priorità in modo da giungere ad una bozza di progetto ampiamente condivisa. Noi, come rappresentanti degli imprenditori che hanno sposato il progetto Lucchese, siamo disponibili a recepire qualsiasi proposta o suggerimento ci venga sottoposta. Vogliamo un progetto condiviso. L’obiettivo, in vista della scadenza della concessione per lo stadio (fine marzo), è quello di presentare un primo master plan su cui convergano tutti in modo che, una volta iniziato l’iter procedurale a livello di consiglio comunale, i passaggi e l’approvazione avvengano in tempi rapidi per consentire di iniziare i lavori già alla fine del primo semestre del 2021. Ribadisco che il modello a cui ci ispiriamo è quello del Frosinone. Una piccola cittadina che ha costruito uno stadio polivalente e all’avanguardia da 16mila posti, da utilizzare anche per i grandi eventi, con una squadra che, da un decennio, milita stabilmente in serie B con apparizioni in A.
LA SQUADRA
Se i tempi potevano slittare di un anno vista la militanza della Lucchese in serie D (partite giocate sempre alle 14,30 o alle 15 e senza necessità di accendere i riflettori) ora serve un’accelerazione visto che la squadra che dopo 22 turni ha raggiunto la vetta della classifica e potrebbe veramente compiere il miracolo di conquistare sin da subito la serie C. «Per me questa Lucchese non è una sorpresa. Nel nostro gruppo di lavoro c’era la consapevolezza di aver operato bene sul mercato sulla base di una conoscenza profonda dei calciatori e delle loro caratteristiche tecniche ed umane. Non dico che pensavamo di raggiungere la testa della classifica, ma sicuramente di essere competitivi. Inizialmente siamo stati frenati da una preparazione fatta in ritardo rispetto alle altre squadre e al completamento della rosa. Poi, gradualmente e con l’apporto di tutti (media e tifosi in primis) i risultati sono arrivati. Dirò di più: questa squadra ha ampi margini di miglioramento in tutti i settori».
SETTORE GIOVANILE
Il diktat è mutuare l’era Maestrelli: «Con la ristrutturazione del vivaio non dovrà più accadere che i nostri ragazzi di 12-13-14 siano ceduti per un casco di banane dalle società giovanili del territorio ai club di A e B della Toscana. La credibilità che stiamo riacquistando dovrà attirare verso la Lucchese i giovani delle piccole squadre che oggi vengono saccheggiate. Saranno loro la linfa del futuro. E l’obiettivo sarà quello di debuttare nella Lucchese per poi passare alle società più blasonate. Un beneficio economico sia per il club che per il calciatore. Oggi abbiamo Fazzi, Bartolomei e Pardini, domani ragazzi della Juniores come Matteoni, Bonuccelli e Durante e dopodomani altri piccoli talenti della provincia. Lo sviluppo del vivaio va di pari passo con quello della squadra. Se torniamo in C servono subito ragazzi in grado di affrontare campionati nazionali e strutture adeguate in grado di accoglierli. Con l’amministrazione abbiamo parlato da tempo dell’impianto di Saltocchio (ora gestito dal Tau Academy) che non è l’unica delle nostre opzioni (Carignano per la gestione della scuola calcio rossonera tramite un accordo con il S. Alessio, ndr). Stiamo lavorando anche sulla scelta degli istruttori, fondamentali nella crescita dei ragazzi (Massimo Valiensi, 56 anni, ex Castelnuovo potrebbe essere il ds del vivaio, ndr). Siamo confortati dal crescente entusiasmo degli sportivi e dalla consapevolezza della classe politica e imprenditoriale. Per Lucca sportiva è l’ultima occasione per un rilancio. Non lasciamocela sfuggire». —
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