Sicurezza
La Lucchese sposa la linea verde con i 4 moschettieri del territorio
Dopo Fazzi, Pardini, Bartolomei ecco il debutto del centrale difensivo Matteoni Vichi, responsabile del vivaio: «I nostri ragazzi serbatoio della prima squadra»
Negli anni d’oro era una costante, frutto di una programmazione e di una struttura all’avanguardia che sapeva coltivare in casa e valorizzare i giovani talenti. La nuova Lucchese 1905 prova a ripercorrere quella strada nella ricostruzione di un settore giovanile che possa tornare ad essere il serbatoio della prima squadra. Nel derby col Ghiviborgo, al di là della ritrovata vittoria dopo un punto nelle ultime due gare, il primo centro di Pasquale Iadaresta e le prodezze di Jacopo Coletta e Matteo Nolé, non è passato inosservato il debutto di Francesco Matteoni, classe 2001, difensore tosto, con una vigoria fisica da veterano in barba alla carta d’identità e ai suoi 18 anni. Monaco l’ha mandato in campo al 6’ della ripresa quando ha sostituito un Pardini in giornata no. Il ragazzo di Domassano, piccola frazione montanara del comune di Borgo a Mozzano, è stato deciso e pulito nei suoi interventi. Un difensore “ignorante” come l’ha definito in senso buono il diesse Daniele Deoma per la sua determinazione agonistica. Punto di forza della Juniores rossonero è cresciuto nell’Aquila S.Anna e poi nella Junior Lucchese è passato dall’Atletico Lucca che l’ha svincolato in estate. «Attraverso il nostro vecchio osservatore Alberto Casella che l’ha visionato è approdato alla Lucchese per le giovanili - dice il responsabile ad interim del vivaio rossonero Alessandro Vichi - ma da due mesi ormai si allena con la prima squadra e col Ghiviborgo è arrivato il debutto, un buon esordio che lascia ben sperare. Ha doti fisiche importanti, ma chiaramente deve fare ancora tanta strada». Una Lucchese che ritrova il suo legame col territorio nei giovani. A differenza del passato quando gli under spesso arrivavano da altre province o da società di altre regioni, dalle Primavera e dai settori giovanili di club di A e B. Giovani senza quel senso di appartenza che è una delle prerogative della nuova filosofia societaria di Bruno Russo, Mario Santoro, Alessandro Vichi e Daniele Deoma. L’esempio più importante è Filippo Fazzi, 19 anni, centrocampista di personalità e corsa e lucchese di Nave, ormai titolare quasi inamovibile nello schieramento di Monaco. Tra i lucchesi con la maglia rossonera c'è Lorenzo Pardini, giovanissimo classe 2002, un “soldatino” che ha sempre svolto con diligenza i compiti di Monaco. Convocato anche con la rappresentativa di serie D per lui la “serie A” dei dilettanti è un bel banco di prova per maturare e crescere a livello caratteriale e irrobustire un po' il fisico. E che dire di Diego Bartolomei, difensore di Valdottavo, classe 2001, fratello del più popolare Paolo colonna dello Spezia in serie B? Sino a maggio scorso giocava nel Corsagna in Seconda Categoria (11 presenze e 2 reti) come attaccante o centrocampista. Da circa due mesi è titolare della Lucchese 1905 schierato come terzino di fascia destra ruolo che, eccezion fatta per il match con il Real Forte Querceta, ha ricoperto con grande determinazione. Infine, pur non essendo un under, va considerato anche il lucchese di “colore”. Jonathan Bitep, classe 1997, che quando entra a partita in corso riesce spesso a dare un contributo importante. Una scommessa l’ex attaccante del Ponte a Moriano, ancora alla ricerca del primo gol, generoso e battagliero, anche se la troppa irruenza lo penalizza. —
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