Sicurezza
Monaco chiede equilibrio «Per noi è fondamentale il lavoro degli esterni»
Il tecnico della Pantera vuol tornare a vincere dopo due settimane nonostante le tante assenze e un avversario da prendere con le molle
L’INTERVISTA
Parola d’ordine: equilibrio. Francesco Monaco dopo 180 minuti senza vittoria sprona la sua Lucchese a rompere il digiuno e riconquistare tre punti fondamentali in chiave promozione. A 14 giornate dal termine i giochi sono ancora apertissimi e almeno 5 formazioni possono staccare il biglietto che porta dritti in serie C: Prato, Lucchese, Casale, Caronnese e Sanremese. E il turno, questa settimana, è decisamente favorevole ai rossoneri che possono approfittare della gara interna, contrariamente a Casale e Sanremese, impegnate in trasferta nei derby con Bra e Vado, e in considerazione dello scontro diretto in terra lombarda tra la formazione dell’Amaretto di Saronno (Caronnese) e i lanieri primi della classe. C’è la possibilità di ridurre o azzerare lo svantaggio di 3 punti dalla prima della classe a patto di non toppare il derby contro il GhiviBorgo, fanalino di coda del campionato, ma avversario da non sottovalutare. «Sarebbe un errore imperdonabile - dice mister Monaco - pensare che il derby sarà una passeggiata. In primo luogo noi dobbiamo fare i conti con una lunga lista di infortuni (a Ligorio, Gallon si è aggiunto il febbricitante Panati a cui va sommato Benassi assente per squalifica) che ci costringe a fare necessità virtù tanto che in panchina porterò un altro ragazzo del 2001 (il difensore centrale Matteoni). In secondo luogo i biancorossoblu hanno cambiato allenatore e contro di noi non hanno nulla da perdere. Giocheranno senza quella pressione addosso caratteristica di chi in questo derby non ha nulla da perdere venendo da 4 sconfitte consecutive. In questo modo la squadra di mister Lavezzini potrebbe scavare la prestazione dell’anno, la partita della vita».
Mister Lavezzini non rievoca in lei ricordi particolarmente piacevoli..
«Rivedo l’allenatore emiliano a distanza di 25 anni. Nell’estate del 1995 avevo 35 anni e da calciatore avevo appena lasciato, con mio sommo dispiacere e non senza polemica, la Lucchese e avevo firmato un biennale con il Forlì. Il 3 settembre disputavamo la prima di campionato al comunale di Pontedera e Lavezzini era proprio l’allenatore dei granata. Dopo 12 minuti dall’inizio della partita un movimento brusco sul terreno che all’epoca non era in sintetico e mi rompo il ginocchio. Sono stato fermo per tutta la stagione rientrando all’ultima giornata. Tra l’altro perdemmo 2-1. Spero con una vittoria di mettermi definitivamente alle spalle quell’incubo».
Iadaresta: 5 partite, zero gol. Per tornare alla vittoria servono i gol del panzer.
«Giocheremo su un campo pesante e contro una formazione pronta a sfruttare ogni minimo errore. Dobbiamo essere prudenti e guardinghi e al contempo incisivi in fase offensiva. In allenamento abbiamo puntato molto sui cross dal fondo degli esterni. Nannelli, Remorini o nel caso Vignali. Serve maggior precisione dalle corsie laterali perché mettendo palle in mezzo Iadaresta prima o poi si sblocca e tutta la squadra ne trarrà giovamento. Sotto l’aspetto mentale e morale stiamo abbastanza bene e sappiamo che nel derby abbiamo un solo risultato a disposizione. Il modulo tattico? Va avanti con il 4-2-3-1, ma non sono un integralista e com’è accaduto anche a Forte dei Marmi siamo pronti a cambiare in corsa. Abbiamo soluzioni tattiche diverse a seconda dello schieramento che adotterà Lavezzini (4-3-1-2 o 3-5-2). L’importante sarà non farci prendere dalla fregola di dover segnare subito. Servono equilibrio e intelligenza tattica per esaltare la nostre caratteristiche». —
Luca Tronchetti
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