Il Tirreno

Lucca

L’ALLENATORE AVVERSARIO 

Morgia, nervi distesi «Intensità e serenità per fermare i più forti»

Luca Tronchetti
Morgia, nervi distesi «Intensità e serenità per fermare i più forti»

Il tecnico del Chieri soddisfatto della valorizzazione dei giovani del vivaio azzurro lamenta  alcune assenze importante  e qualche risultato balordo

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Per lui non è una partita come tutte le altre. Perché della Lucchese e di Lucca, Massimo Morgia, 69 anni, è il primo tifoso. Uno che ha i colori rossoneri tatuati sulla pelle e che in occasione dei 100 anni del club fu indicato nell’undici di ogni epoca. «Inutile ribadirlo - dice il tecnico degli azzurri piemontesi - Lucca è casa mia e faccio fatica, specie se gioco al Porta Elisa o comunque in Lucchesia, ad alzarmi dalla panchina per il rispetto e l’amore che porto verso quei colori e quella gente». Fatta la debita premessa ecco che Morgia passa ad analizzare la sua squadra e la partita odierna: «Siamo ottavi in classifica con 24 punti a 8 punti dal Prato, ma oggettivamente ci mancano almeno 4-5 punti che abbiamo buttato via in alcune partite. Mi riferisco a quella con il Fossano, dove abbiamo preso gol a tempo scaduto, al ko con il Prato e al pari interno con il Bra al termine di una partita dominata. Sapete che sono una persona che accampa scusa o trova alibi, ma voglio sommessamente ricordare che il Chieri ha sotto contratto 10 over e per un motivo o per un altro (infortuni e squalifiche) non ne ho mai avuti più di 8 a disposizione. Contro la Lucchese, per esempio, mancherà il capitano lungodegente Benedetto in difesa, il terzino Pautassi squalificato e l’ex Bragadin alle prese con un infortunio. E non ci sarà nemmeno la punta di rincalzo Simone De Riggi, classe 2001, che si è lussato la spalla e ci avrebbe fatto tremendamente comodo a partita in corso. Di riflesso sono contento per la crescita di alcuni ragazzi. Siamo in testa nella classifica del girone per l’utilizzo degli under e abbiamo fatto esordire (ha disputato 2-3 partite) il difensore Tollardo che non ha ancora compiuto 17 anni e proviene dalla nostra cantera oltre a valorizzare giovani del vivaio come la punta Barcellona (2002), l’esterno Della Valle (1999) e il difensore centrale Bellocchio (2000). È un piacere lavorare per una società che ha un centro sportivo con campi in sintetico e oltre 400 bimbi compresi quelli della scuola calcio».

Chieri lontano dalla lotta per la promozione? «Lo avevo detto anche ad inizio stagione anche se in pochi mi avevano creduto. Il nostro è un programma biennale e questa stagione doveva servire per far crescere i nostri under accanto ad over di qualità. Sono certo che possiamo crescere in classifica e migliorare la posizione attuale, ma la promozione se la giocano Prato, Lucchese e Sanremese che sono una spanna sopra le altre. Come avete visto noi abbiamo fatto alcuni ritocchi cambiando il portiere (è arrivato il 2001 Giappone in luogo del 1999 Luppi per consentire a Della Valle di giocare con maggiore continuità) e prendendo la punta Silenzi (il figlio d’arte ha sostituito il ghanese Yeboah passato alla Fidelis Andria) per sfruttare meglio i cross dal fondo».

Come si ferma una squadra che non perde da 11 turni e ha vinto le ultime 5 partite?

« Servono intensità e tranquillità per fermare una squadra forte come la Lucchese. Il Chieri ha 200 tifosi e non ha l’obbligo di vincere a tutti i costi. Dobbiamo pensare a giocare bene, a divertirci e a divertire attraverso un calcio propositivo. La Lucchese invece per storia, blasone e tifoseria ha una pressione enormemente maggiore. La differenza è tutta lì. L’augurio è che Chieri-Lucchese rappresenti uno spot al bel calcio e soprattutto allo sport. Ne abbiamo tutti tanto bisogno». —

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