Gioco
Vado, la rivoluzione nel reparto arretrato per evitare il ritorno nel torneo di Eccellenza
LUCCA. Quella Coppa Italia del 1922 - il primo storico trofeo - e quel centrattacco di nome Felice Levratto (nazionale «sfondareti» che ispirò una celebre canzone del Quartetto Cetra) restano nell’immaginario collettivo. Perchè oggi il Vado - storica formazione di Vado Ligure, comune savonese di poco meno di 10mila abitanti - staziona stabilmente tra Eccellenza e serie D. Cento spettatori a domenica e un presidente appassionato - Franco Tarabotto, imprenditore genovese che lavora al porto - che in pochi anni ha speso oltre 400mila euro per sistemare le strutture: prima il campo di allenamento del settore giovanile, poi quello della prima squadra. Tutto rigorasamente in sintetico di ultima generazione. La squadra è penultima in classifica. E siccome l’allenatore è il figlio del patron - Luca Tarabotto - difficile pensare ad un esonero. Meglio quindi cambiare quasi completamente volto alla squadra. Via il ds-calciatore ed ex rossonero Salvatore Aurelio, classe 1986 e addio anche al centrocampista Gagliardi (tornato alla Sanremese) e al difensore Scannapieco. Ecco arrivare la rivoluzione che riguarda principalmente il pacchetto arretrato visto che i rossoblu liguri nelle ultime due partite hanno subito cinque reti. Spazio all’esperto Simone Guarco (1993, tornato dall’Imperia) e al giovane Rotulo. Ecco che arrivano dal Verbania, l’esterno Cecon (classe 2001) e il mediano Terzoni. Infine, ciliegine sulla torta, le punte: l’argentino Varela, classe 1990 e soprattutto l’esterno offensivo Nicolò Bruschi, classe 1998, visto nella Lucchese la scorsa stagione quando militava nell’Arezzo. Insomma il 4-4-2 di mister Tarabotto è pronto per affrontare la corazzata rossonera. Obiettivo: un punto per passare bene il Natale. Non sarà semplice, ma la formazione ligure ci proverà sino al triplice fischio. —
Luca Tronchetti
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