Gioco
Al triplice fischio il mega abbraccio Il ds: squadra ok ma restiamo umili
Società soddisfatta della crescita, ma arriveranno altri rinforzi
Le interviste
BRA. Al triplice fischio Daniele Deoma abbraccia il Dg Mario Santoro e il responsabile della comunicazione Duccio Casini. La Lucchese ha messo la freccia e davanti vede solo la Sanremese e il Prato.
Sarà una lotta a tre per tornare in C? «Mancano 11 punti alla salvezza - chiosa il diesse -. Dobbiamo restare umili e concentrati. Pensare alla prossima gare con il Vado che non va sottovalutata perché in questo girone non ci sono squadre materasso e se prendi una partita sottogamba rischi di soffrire come è accaduto con la Lavagnese. In questi quattro mesi ho visto una squadra in grande crescita. Dieci risultati utili consecutivi sono la dimostrazione di una squadra in crescita che vogliamo ancora migliorare. È arrivato un attaccante importante come Iadaresta che nel girone di ritorno darà un grande aiuto alla squadra. Ma rinforzeremo ancora l'organico: arriveranno 4-5 elementi, molti under, e usciranno altrettanti calciatori. Sanremese e Prato sono più forti, ma noi ce la giochiamo. Adesso mi aspetto come regalo di Natale uno stadio con un numero maggiore di tifosi ad incitare la squadra. Noi stiamo facendo il massimo per riportare la Lucchese dove merita».
Sereno e soddisfatto il presidente Bruno Russo: «Non era facile venire a vincere in un campo come quello di Bra, contro una formazione che chiudeva gli spazi e ti impediva di sviluppare il gioco. Sono particolarmente contento che la squadra non abbia subito gol. Siamo la formazione con la miglior difesa e che ha subito il minor numero di sconfitte. E chi vince i campionati di solito prende pochi gol. Adesso testa al Vado per vincere e passare un felice Natale».
Felice il vice allenatore Eupremio Carruezzo che ha sostituito in panchina lo squalificato Francesco Monaco: «Abbiamo sofferto contro una squadra abituata a giocare su questo campo e che dopo un avvio disastroso aveva totalizzato 16 punti in 9 partite. C'è da essere soddisfatti. Perché lo spirito è quello giusto. La squadra ha fatto suo il motto dei tifosi, ma anche di voi addetti ai lavori: non mollare mai. Più forti della malasorte e dei fallimenti. Sta nascendo qualcosa di bello e di importante. Iadaresta? Si è già messo a disposizione dei compagni. È una forza della natura. Lo vedrete presto all'opera». —
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