Il Tirreno

Lucca

L’ALLENATORE DEI LIGURI 

Nucera cerca punti per restare a galla

Luca Tronchetti
Nucera cerca punti per restare a galla

Il tecnico dei bianconeri è reduce da un pesante ko interno «Temo Nannelli, un giovane capace di fare la differenza»

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Una vita da mediano per Gianni Nucera, classe 1977, un passato da giocatore dilettante con 100 partite in D e poi Eccellenza, Promozione e Prima Categoria indossando le maglie di Lavagnese, Grassorutese, Cicagna, Moneglia, Sestieri, Calvarese, Caperanese, Casarza, Santa Maria. «Ero un centrocampista scarso - si schernisce - tutto corsa e grinta. Da allenatore invece vorrei che le mie squadre giocassero bene e divertissero gli spettatori». Una lunga gavetta nei settori giovanili di Santa Maria e Lavagnese prima di approdare alla prima squadra del club ligure: «Prima di questa occasione, due stagioni orsono, ho fatto 4 partite sulla panchina della Lavagnese sostituendo mister Venuti. E in questi due anni ho lavorato come secondo di Tabbiani. In occasione del centenario della società ligure il presidente Compagnoni e il ds Adani (il fratello di Daniele, opinionista di Sky ed ex calciatore di Modena, Brescia e Inter) hanno pensato a me come capo allenatore. Una bella sfida in un club serio e ambizioso visto che dal 2003 la Lavagnese staziona ininterrottamente in serie D. Quest’anno, avendo ridotto il budget, il nostro unico obiettivo è la salvezza ».

Ad oggi la Lavagnese (pur con una gara in meno che mercoledì recupera a Bra) è fanalino di coda della classifica con 2 vittorie, 4 pari e 7 sconfitte. In trasferta la squadra non ha mai vinto: 3 pari con Casale, Savona e Verbania. E oggi i bianconeri sbarcano al Porta Elisa. «Per molti di noi è la prima volta in uno stadio mitico. Sappiamo che troveremo una squadra e un pubblico da categoria superiore. Ai miei ragazzi ho chiesto massima concentrazione perché non possiamo permetterci il lusso di sbagliare. La mia panchina? La società mi fa lavorare senza pressioni, ma se non arrivano i risultati siamo tutti in discussione e in primis c’è l’allenatore. Devo dire però che a parte le gare i primi tempi con Fossano e Ligorna e il derby con la Fezzanese, la mia squadra non ha mai demeritato. Abbiamo raccolto meno di quanto ci si aspettavamo, ma non partiamo mai battuti. Neanche contro una Lucchese che, assieme a Sanremese, Prato e Casale, sarà una protagonista di questo campionato. I rossoneri sono formazione importante. Davanti mi fanno paura: Remorini, Vignali e Falomi li conosciamo bene per averli affrontati in passato. Chi mi piace particolarmente è Nannelli. Un ragazzo del 2000 capace di farti male nell’uno contro uno. Avere in squadra una quota così matura e dotata di personalità facilita qualsiasi allenatore». —

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