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«Vi racconto la mia Bionatura» Parla Roni, capitana bianconera

Valentina Costa
«Vi racconto la mia Bionatura» Parla Roni, capitana bianconera

Da cinque anni indossa i gradi ed è leader indiscussa della squadra bianconera «Non serve fare la voce grossa sul parquet, servono serietà ed entusiasmo»

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A volte ritornano... e non se ne vanno più. Pietrasantina doc, classe 1993, Beatrice Roni da cinque anni è il capitano della Bionatura Nottolini, che anche quest’anno sta conducendo una campionato di livello nel campionato di B1.

Che cosa o chi ti ha fatto appassionare alla pallavolo?

«Mia sorella. È più grande di me e quando ero una bambina seguivo ogni suo allenamento e ogni sua partita. Sono nata e cresciuta in palestra. La pallavolo è una passione che è in me prima che sapessi camminare, già da piccolissima vedevo quella palla e rimanevo imbabolata. Quando ho iniziato a giocare mi è stato dato lo stesso numero di mia sorella e da lì non l’ho più abbandonato».

Cosa ti ha spinto a tornare alla Nottolini?

«La società si è sempre posta nei miei confronti in un modo fantastico, a partire dalla presidenza fino ad arrivare a tutta la dirigenza. Hanno sempre creduto in me, fin da quando ero una ragazzina, mi hanno incoraggiato a fare di più e meglio e mi hanno sempre dato nuovi stimoli per migliorarmi. In più abbiamo un pubblico affiatato, sempre numeroso e caloroso, che mi stimola a dare sempre qualcosa in più».

Da cinque anni porti la fascia di capitano. Quali sono le caratteristiche che ti rendono adatta al ruolo?

«Credo sia importante essere leader non solo dentro al campo facendo la voce grossa, ma dando il massimo anche negli allenamenti, supportando ogni mia compagna cercando di aiutare nei momenti no, provando a risolvere i disguidi e a placare i malumori. Essere capitano non è fare nonnismo nei confronti delle più giovani o delle ragazze nuove, io mi vedo capitano per la mia serietà, per l’entusiasmo che metto in campo ogni giorno e la mia disponibilità nei confronti di tutta la mia squadra. E credo che siano i motivi per i quali la società mi ha scelta».

Quali sono le stagioni che ricordi con più piacere?

«Una stagione bellissima è stata quella della promozione dalla B2 alla B1 qui alla Nottolini. Una soddisfazione che non si può spiegare a parole. Campionato vinto nettamente, una cavalcata trionfale senza rivali. In più siamo arrivate alla final four di Coppa Italia. Ci siamo classificate seconde e ho ricevuto il premio come migliore giocatrice, una delle soddisfazioni più grandi della mia vita. Una stagione decisamente stellare. Tutti i sacrifici, le rinunce, l’impegno e il lavoro in palestra sono stati ripagati».

La stagione è partita bene, con un buonissimo avvio di campionato. Fin dove può arrivare questa Bionatura?

«Quest’anno è una grande sfida, è un campionato difficile e ogni partita è una vera e propria battaglia. Non ci sono così tante differenze tra le squadre, è tutto piuttosto equilibrato, quindi non si possono fare pronostici. Inoltre a me non piace fare pronostici, preferisco giocare partita dopo partita e a maggio si vedrà. Senza ombra di dubbio ci stiamo mettendo in gioco per fare meglio dello scorso anno e andare sempre più su. Per ora stiamo andando bene e stiamo rispettando gli obiettivi che ci siamo date mantenendo una buona posizione in classifica».

Hai solo 26 anni, ci sono altri obiettivi che vuoi raggiungere?

«Mi chiedo se riuscirò ad arrivare ancora più in alto, magari riuscire a giocare in A2. Sarebbe una grandissima gioia arrivarci e ancora più grande arrivarci con la consapevolezza di esserci riuscita solo grazie a me, senza procuratori ma solo con le mie forze». —



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