Il Tirreno

Lucca

L’ALLENATORE AVVERSARIO 

Sabatini, l’agente di commercio con la passione della panchina sogna di fermare i rossoneri

Sabatini, l’agente di commercio con la passione della panchina sogna di fermare i rossoneri

Ex compagno di squadra  di Fanani e Vangioni nel 1996 con il Castelnuovo di Tazzioli  il tecnico è spesso a Lucca «Noi puntiamo solo alla salvezza»

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LUCCA. Agente di commercio con la passione della panchina. Gabriele Sabatini, 43 anni, ex centrocampista che nelle giovanili del Milan aveva come punti di riferimento gente come Ancelotti e Albertini, è allenatore da 9 anni dopo aver attaccato le scarpette al chiodo nella Sarzanese in D. Prima passi nella formazione Allievi della Tarros Sarzanese, tecnico per tre stagioni alla Magra Azzurri (una vittoria nel campionato di Promozione, un terzo posto e una vittoria nel campionato di Eccellenza con spareggio per la D perduto con l’Argentina Arma di Taggio), due anni fa l’esordio in D con il Ligorna e dal giugno 2017 sulla panchina dei verdi della Fezzanese. Nel 2018 la promozione dall’Eccellenza alla D, nel 2019 la salvezza senza passare dai playout e quest’anno 20 punti conquistati in 12 partite. Un’escalation inimmaginabile per la formazione di Fezzano Ligure, frazione di poco più di 900 anime nel comune spezzino di Porto Venere, che gioca stabilmente da alcuni anni al «Mino Luperi» di Sarzana dopo che i rossoneri della Sarzanese, storica avversaria della Lucchese. «Consideri che Fezzano non ha nemmeno un campo e quello che c’era non era omologato. La società è piccola, ma ben organizzata. Siamo dilettanti, eccezion fatta per l’ex rossonero Monacizzo che fa il professionista. Tutti gli altri studiano o lavorano. Anch’io mi divido tra il campo e l’attività di agente di commercio. Tra l’altro vengo spesso a Lucca, una città meravigliosa, perché ho molti clienti tra le aziende di pneumatici. Il sogno sarebbe di poter provare ad allenare nei professionisti. Avrei ancora l’età giusta per il gran salto, ma non mi faccio soverchie illusioni. È sempre più difficile avere un’opportunità e così mi tengo stretto il mio lavoro».

Da calciatore, dopo gli inizi nelle giovanili dello Spezia 3 anni nel vivaio del Milan per poi passare a Castelnuovo, Barberino, tre stagioni nei pro con Pisa, Viterbese e Tempio Pausania e poi ancora serie D con Cuneo, Bergamasca, Canavese, Fo. Ce. Vara e un quinquennio alla Sarzanese di cui diventò pure capitano con gli ex rossoneri Aliboni e Buccellato come compagni di squadra. «A Castelnuovo ho giocato in D con Fabrizio Tazzioli allenatore e con due amici che ho ritrovato quest’anno in panchina: Pacifico Fanani, trainer del GhiviBorgo, e Walter Vangioni mister del Seravezza. Ero un buon centrocampista, ma i problemi fisici mi hanno impedito di fare una carriera migliore visto che a 17 anni avevo già avuto 4 interventi chirurgici. Lo schema che prediligo? Solitamente gioco con il 4-3-3, ma non sono un integralista e le mie squadre si adattano agli avversari. Ho avuto tanti allenatori, ma mi confronto ogni tanto con Franco Lerda, l’ex attaccante che ha allenato in B e C». La Lucchese l’ha studiata e l’ha vista dal vivo: «Ero a Seravezza nel derby tra i rossoneri e il GhiviBorgo. A gioco lungo verranno fuori e si piazzeranno nei primi posti della classifica. È normale che all’inizio la squadra abbia pagato il duplice scotto del ritardo di preparazione e del noviziato della categoria. Ma adesso la Lucchese non perde da sei turni e sta trovando la sua dimensione. Siamo consapevoli della difficoltà della partita. Dobbiamo esser bravi a ripartire sfruttando a nostro vantaggio la qualità di muoverci bene negli spazi. Noi ci proveremo. L’importante è che la gente in tribuna alla fine si diverta per il gioco espresso». —

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