Sicurezza
La Lucchese allontana a tempo indeterminato un ragazzo della Juniores
Il centrocampista espulso nel derby con il Tuttocuoio è stato squalificato per 10 turni dal giudice sportivo
LUCCA. La sua partita è durata poco più di un quarto d’ora. Tanto basta affinché la Lucchese 1905, nella figura del suo presidente Bruno Russo, decida di sospendere il giovane calciatore a tempo indeterminato. Perché in questa Lucchese non c’è spazio per chi non ha rispetto degli altri e usa forme di discriminazione o di pregiudizio nei confronti degli avversari per ragioni di razza, di religione o di appartenenza sociale. Al centro della vicenda c’è un centrocampista rossonero di 17 anni che milita dallo scorso agosto nella formazione Juniores diretta da Vito Graziani e che, dopo le sue espressioni discriminatorie per motivi di razza, è stato sospeso dalla Lucchese a tempo indeterminato.
IL REFERTO
L’episodio si è verificato alla fine della scorsa settimana in occasione del derby tra Lucchese e Tuttocuoio, in cui militano tre ragazzi di colore, vinto dalla squadra di casa per 2-0. È entrato nella ripresa, a risultato già acquisito, e dopo meno di un quarto d’ora l’arbitro gli ha mostrato il cartellino rosso. A indurre l’arbitro Cagnoli di Viareggio ad allontanare dal campo il diciassettenne è stato, a suo giudizio, l’ intollerabile comportamento antisportivo, ben espresso nel referto che il direttore di gara ha inviato in federazione. Il giudice sportivo è stato categorico nel comminare la sanzione: 10 turni di squalifica per «aver rivolto espressioni dal chiaro contenuto discriminatorio per motivi di razza all'indirizzo di un calciatore avversario». Un grave episodio, frutto di intolleranza e maleducazione, sempre più frequenti nel mondo dello sport. E da condannare a prescindere. L’autore, un buon giocatore che proveniva da una formazione della periferia cittadina e che nega l’addebito, si sarebbe lasciato andare ad un comportamento esecrabile.
IL PROVVEDIMENTO
In seguito alla squalifica per 10 giornate inflitta per motivi razziali a un proprio tesserato, la Lucchese ha preso in modo netto e totale le distanze dall'accaduto. «Riteniamo - si legge nella nota inviata dal club - fondamentale il rispetto delle persone e condanniamo ogni forma di discriminazione e ci riserviamo di andare in fondo alla vicenda per la ricerca di eventuali responsabilità». Nessun ricorso quindi, ma l’allontanamento del giocatore, che manifesta la propria innocenza, dalla società. Per la Lucchese, il referto arbitrale unito con l’espulsione è più che sufficiente per dare vita al provvedimento. —
L.T.
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