Sicurezza
Il tecnico-rappresentante punta su grinta e velocità per conquistare la salvezza
Il mister del Verbania ha visto tutte le partite dei rossoneri: «È una squadra che ha trovato i giusti equilibri, ma le ripartenze potrebbero metterli in difficoltà»
«Guardi io vivo ad Arona e conosco come le mie tasche il calcio dilettantistico piemontese. Le dico che Verbania è una piazza che respira calcio dalla mattina alla sera. Al Carlo Pedroli vengono mediamente 6-700 spettatori e una trentina non mancano mai ad un allenamento. Diciamo che se la Lucchese avrebbe tutte le potenzialità per disputare la B, il Verbania potrebbe militare tranquillamente in C». A parlare è Sergio Galeazzi, 54 anni, ex esterno offensivo con 120 partite nel Cosenza (dal 1986 al 1990) e tra i protagonisti della promozione in B del 1988. Dal 2004 allena formazioni di D, Eccellenza e Promozione nella Val d’Ossola e in Piemonte e quest’anno guida il Verbania. Un tecnico che svolge anche un’altra occupazione: «Faccio il rappresentante di materiali di cancelleria per le scuole, gli enti pubblici, le case di cura. Un lavoro che mi permette di avere tempo libero e di poter continuare ad occuparmi di calcio».
Verbania dopo il decennio (1966-76) che ha visto la formazione piemontese militare in serie C, ha vissuto momenti di depressione con una raffica di crisi e fallimenti: «Pedretti, il nostro presidente onorario e impresario edile, sta ancora finendo di pagare le cattive gestioni passate. Entro fine stagione riusciremo ad azzerare i debiti pregressi con i fornitori. Per questo sarebbe importante riuscire a conquistare la permanenza in D». La gestione del Verbania è decisamente dilettantistica. Allenamenti pomeridiani alle 15 dal martedì al venerdì e stipendi inferiori a mille euro. «Soltanto uno dei calciatori guadagna 1200 euro al mese, le punte non superano i 900. Se prendiamo tutta la rosa del Verbania non arriviamo a 400 presenze in D con Gatto e Russo che hanno avuto brevi esperienze nei professionisti. Siamo una squadra giovane e inesperta, ma non mi lamento perché sul piano dell’impegno i ragazzi ce la stanno mettendo tutta».
Galeazzi ha iniziato con il 4-2-3-1 per poi passare al 5-3-2 o al 5-3-1-1. «Prendevamo troppi gol e così con il rientro di Fortis e Pezzati ho rinforzato il pacchetto arretrato e nelle ultime 3 partite abbiamo fatto 5 punti prendendo un gol al 93’ dalla Lavagnese, nostra concorrente nella lotta alla salvezza, per un errore di gioventù. I miei maestri? M’ispiro a due allenatori che ho avuto la fortuna di avere come allenatori: Gigi Simoni e Bruno Giorgi. Autentici signori: prima uomini e poi sportivi. Di gente con una parola sola non ne nasce più. Oggi vanno avanti succhiaruote e doppiogiochisti».
La Lucchese è in serie positiva da 4 turni e Galeazzi sta cercando di preparare le contromisure: «Ho visto tutti i filmati della formazione rossonera. La squadra è tra le più forti del girone e mister Monaco, persona seria ed equilibrata, ha trovato la giusta alchimia. La Lucchese è sicuramente da primi posti ed ha un organico importante. Ma anche loro hanno dei punti deboli. Quali? Dietro, per esempio, sono compatti, ma soffrono le ripartenze in velocità. Ecco, noi dobbiamo essere bravi a creare i presupposti per sorprenderli su qualche rovesciamento di fronte e a finalizzare al massimo le poche occasioni che ci concederanno. Contestualmente non dobbiamo commettere errori nella fase difensiva stando sempre attenti e concentrati. Lo so, sarà dura uscire indenni dal Porta Elisa, ma d’altronde il Verbania oggi non ha niente da perdere». —
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