Sicurezza
«Dopo il portiere arriveranno 2 punte per lottare con le prime della classe»
LUCCA. Sgombra il campo da ogni fraintendimento o equivoco: «La Lucchese lotterà con le prime della classe per vincere il campionato. E se non ci riusciremo, qualora vi siano le condizioni (accesso ai playoff e posizione favorevole nella griglia) e si presenti l’occasione di un ripescaggio per fallimenti di club di Lega Pro (il Rieti è già a un passo dall’esclusione), ripeteremo quanto abbiamo fatto per iscriverci in soprannumero in D mettendo mano al portafogli». Parola di Bruno Russo che non esclude affatto la possibilità che la Lucchese possa tornare nei professionisti alla fine della stagione: «Non lasceremo niente d’intentato. Dopo le prime 6 partite ci siamo accorti che c’era un problema legato al portiere e siamo subito intervenuti. Mi pare che la scelta di Coletta si stia rivelando azzeccata. Per essere ancor più competitivi a dicembre ci rafforzeremo davanti prendendo due attaccanti, uno più esperto e l’altro più giovane. Chiaro che qualcuno dovrà andar via. Il tutto nel rispetto del bilancio, facendo quadrare i conti. Con le entrate che non dovranno mai essere inferiori alle uscite. Contrariamente al recente passato questa società paga con 15 giorni d’anticipo sulle scadenze. C’era molto scetticismo in giro per quanto è accaduto in questi undici anni. Pian piano cerchiamo di riconquistare la fiducia perduta nei confronti di chi gestisce la Lucchese. E state tranquilli che ci riusciremo».
Nella precedente esperienza di Russo come ds della Lucchese, i rossoneri impiegarono 3 stagioni per tornare in C: «Partimmo dall’Eccellenza e il primo anno non avevamo la forza per vincere il campionato. C’erano squadre come il Tuttocuoio, la Pistoiese e il Pro Piacenza, più strutturate di noi. Conquistammo i playoff e l’anno successivo costruimmo la super squadra per ammazzare il campionato. E lo avremmo fatto se non avessimo trovato una super Correggese con un attaccante da 30 gol come Luppi. Per gli amanti della statistica ricordo che in quella stagione la Lucchese vinse con 82 punti. La quota più alta dopo il Pordenone (85). Questa D mi pare più livellata e oltre al Prato non mi è parso di aver visto formazioni di grande livello. Normale provarci sino all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Se non riusciremo a tornare nei pro sul campo o attraverso i ripescaggi vorrà dire che nel 2020-21 costruiremo una formazione in grado di vincere a mani basse».
I tifosi si chiedono, se in caso di promozione della Lucchese, saranno costretti a fare i pendolari chiedendo ospitalità nei campi vicini omologati (Pontedera): «Non sono un ingegnere o un imprenditore edile, ma credo che i lavori possano essere effettuati per step. Se si lavora sulla tribuna coperta si dirottano gli sportivi in gradinata e viceversa. L’importante è iniziare il percorso: se ci vorranno 3-4-5 anni per realizzare una struttura moderna e al passo con i tempi ce ne faremo una ragione. Non so se tra 48-50 mesi sarò ancora il presidente della Lucchese. Ma con me o senza di me l’importante è che questa squadra, espressione della città, torni ai fasti dell’era Maestrelli dove il nome di Lucca era sinonimo di serietà e competenza. Non finiremo mai di ringraziare i nostri imprenditori. Loro ci mettono il capitale e noi le competenze e la professionalità gestendo il denaro come fosse nostro ispirati proprio dal modello Maestrelli-Grassi-Vitale». —
Luca Tronchetti
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