Sicurezza
Monteforte, l’allievo del Gasp che odia i social e WhatsApp e ascolta De André e Guccini
Allenatore dilettante e titolare di due negozi di pelletteria a Savona e Genova è considerato il tecnico più innovatore della D con il suo 3-4-3 superoffensivo
Simpatico, diretto, curioso, amante del cinema e della musica d’autore e lontano anni luce dai social. «Non li uso. Ho il cellulare, ma senza WhatsApp. Solo telefonate e sino alle 8 di sera. Poi spengo. Fosse per me tornerei alla cabina telefonica e ai quei bei gettoni della Sip». Luca Monteforte, 56 anni, dal 2017 tecnico del Ligorna è ritenuto uno degli allenatori più innovatori dell’intera Liguria: «Tengo a ribadire che sono un dilettante. Nel senso che il mio lavoro è vendere valigie, borse e pelletteria varia nei miei due negozi di Savona e Genova. Vivo con il commercio e poi mi diletto al pallone, l’amore di una vita».
Perché Monteforte a pallone ci ha giocato: «Ho vinto anche un campionato di serie D a Cuneo (stagione 1988-89). Avevo 25 anni, ero terzino-mediano, e doveva essere l’anno della mia consacrazione. Invece mi feci un crociato e due menischi e alla fine le presenze furono tre. Morale? Sono rimasto a vita nei dilettanti». In serie D con il Levante C Pegliese (ha giocato ed è grande amico di Alessandro Guerra che vinse il campionato di C2 con la Lucchese) e il Rapallo e in Eccellenza con Ovada, ancora Levante C, e Arenzano, il paese dove vive e dove ha iniziato ad allenare: «A 33 anni ho smesso da libero nell’Arenzano e ho iniziato la mia modesta carriera nei dilettanti: Finale, Sestrese, Loanesi, Sammargheritese, Savona, Cairese, Albissola e adesso Ligorna. Ho vinto in Promozione e in Eccellenza e l’anno scorso a Ligorna abbiamo disputato i playoff di D»
IL MODULO
È l’unico allenatore del girone che schiera la squadra con il super offensivo 3-4-3. Folgorato da mister Giampiero Gasperini: «Grazie ai buoni uffici dell’amico Gianni Blondet, ex Cda del Genoa, quando allenavo il Levante mi è capitato di vedere al campo di Pio XII gli allenamenti del Gasp. Mi sono letteralmente innamorato. Sino ad allora giocavo anche con altri moduli, ma dopo aver visto i movimenti di quei giocatori è scoccata la scintilla e il 3-4-3 è il modulo di riferimento. Giocare all’attacco, cercare d’imporre il gioco all’avversario, provare sempre a vincere è l’atteggiamento nel mio dna». Progressista fuori e dentro il rettangolo verde: «Sono di sinistra: cresciuto con le canzoni di Fabrizio De André e Francesco Guccini, con i film di De Niro e Meryl Streep. Innovatori nel loro genere. E io cerco di vedere il calcio dalla parte dei tifosi. Un calcio dove la vittoria sia connaturata con l’atteggiamento tattico della squadra e non frutto di alchimie studiate per cercare di annullare l’avversario e poi batterlo magari con un solo tiro in porta».
AVVIO E LUCCHESE
Inizio negativo con 3 ko e poi 4 risultati utili di fila: «Io sono contento. A parte la prima gara contro il Verbania in cui abbiamo toppato (ma era la prima volta e in rosa ci sono 21 giocatori nuovi) contro la Caronnese e la Fezzanese abbiamo perso immeritatamente. Sinora in casa abbiamo giocato a Rapallo, ma oggi torniamo sul nostro bel sintetico. La Lucchese? L’ho fatta spiare domenica da un amico. Una formazione importante con giocatori forti. Per noi è motivo d’orgoglio giocare con una squadra così blasonata. Speriamo che da Lucca arrivino in tanti per fare un po’ d’incasso. Noi abbiamo 150 spettatori, quasi tutti parenti e amici e non fosse per il nostro presidente che ci mette tanta passione (oltre ai soldi) non potremmo giocare in questa categoria». —
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