Lutto
Buratto: «Sei mesi indimenticabili, ma domani voglio vincere»
Il mediano in forza al Savona racconta dell’esperienza vissuta a Lucca e dello splendido rapporto tra i giocatori, il mister e il diesse « Nolè è una persona speciale»
Sei mesi indimenticabili trascorsi in un ambiente ideale per fare calcio e conditi con 14 presenze e 2 reti. Matteo Buratto, 25 anni, da San Donà di Piave, dal gennaio al giugno del 2018, centrocampista della Lucchese prelevato dal Pordenone, ricorda quel momento come uno dei più belli vissuti negli ultimi anni: «Il ds era Obbedio e il tecnico Lopez. Due ottime persone e una spogliatoio molto unito. C’era qualche problema economico, ma alla fine riuscimmo a salvarci. Anzi, se non entra in scena il tandem Grassini-Lucchesi, possiamo pure conquistare il decimo posto e quindi i playoff. Di quella squadra sono rimaste solide amicizie. Mi sento ancora oggi spesso con Cecchini, Arrigoni e Merlonghi». Sono passati due anni e sembra un secolo. Oggi Buratto è uno dei centrocampisti over del Savona, prossimo avversario della Lucchese. Uno dei tre ex assieme a Shekiladze (infortunato) e Vita (spesso in panchina). «Sono arrivato a fine luglio in Liguria dopo aver trascorso l’anno passato ad Adria (Rovigo) in una squadra che nel girone d’andata era in testa alla classifica e che ha ceduto nel ritorno all’Arzignano Chiampo neopromosso in C. È stato il mio procuratore a indirizzarmi lì dove era in atto un cambio di proprietà. Io vivo in un appartamento ad Albissola sul mare. Sto bene e i tifosi ci seguono e sono appassionati (circa 6-700 presenze al Bacigalupo). Purtroppo i risultati non stanno arrivando e siamo tutti in discussione».
Una partita che sembra una sorta di ultima spiaggia per i due allenatori. «Nel calcio è assodato che quando le cose non vanno per tutti paga il tecnico. Per quanto riguarda il Savona devo dire che la squadra è forte, ma siamo una rosa tutta nuova e serve tempo per amalgamarsi. Abbiamo cambiato moduli (4-3-1-2, 4-2-3-1 e 3-5-2) e uomini (nelle sei gare disputate non c’è mai stata una formazione identica ad un’altra), ma siamo convinti di fare una prestazione importante al Porta Elisa. D’altronde sia io che i compagni facciamo fatica ad accontentarci del pareggio. Vogliamo vincere sempre e adesso più che mai perché vogliamo uscire dal tunnel della crisi ». Buratto nell’ultima sfida contro la Lavagnese è finito in panchina entrando nella ripresa: «Francamente ci terrei molto a indossare la casacca di titolare contro la Lucchese davanti a quelli che sono stati i miei tifosi. Mi spiace solo che non giocherà Nolé. Era il mio capitano a Lucca: una persona da 10 e lode, un ragazzo pulito e perbene. Quando sono arrivato giocavo nel suo ruolo e a volte gli ho tolto il posto da titolare. Vista la sua militanza in rossonero avrebbe potuto darmi fastidio invece tra noi c’è stata una concorrenza leale che si notava in allenamento quando davamo il 110% per mettere in difficoltà il mister. Ragazzi come lui fanno bene al mondo del calcio». —
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