Toscana
Savona, una squadra zeppa di ex rossoneri ma con una proprietà avvolta nel mistero
Il manager marchigiano Patrassi è stato abile a tenere nascosti gli investitori lombardi che controllano la società con la Sanna Sport Management
LUCCA. Una squadra costruita per provare a vincere il campionato che al momento, nonostante i tanti ex professionisti e pur ex rossoneri nelle sue file, stenta a decollare come testimoniano gli 8 punti e il pari acciuffato nei minuti di recupero al Valerio Bacigalupo contro una Lavagnese non proprio irresistibile. Il Savona è una formazione che ha cambiato proprietà in estate. È subentrato al vecchio patron Cristiano Cavaliere, un manager marchigiano (originario di Macerata) e per decenni (sino al 2014) dirigente del Milan. Si tratta di Roberto Patrassi, plurilaureato, dirigente amministrativo, ex arbitro. Un super esperto, talmente esperto che mentre trattava l’acquisto del Savona è stato intervistato come autore di pubblicazioni sugli impianti sportivi. Dietro a Patrassi si celerebbe una cordata di imprenditori milanesi che non hanno rivelato la loro identità. Il Savona è passato ad una società a responsabilità limitata la Sanna Sport Management e sono iniziate le polemiche con l’amministrazione ligure sull’uso e lo stato del terreno di gioco intitolato al portiere del Grande Torino perito nella tragedia di Superga: Valerio Bacigalupo.
LA ROSA
L’allenatore del club è Sandro Siciliano che 5 anni fa vinse un campionato di serie D alla guida dello Sporting Bellinzago. Una vittoria a sorpresa che rimase sulla carta. Perché la formazione piemontese poi non s’iscrisse alla Lega Pro e sparì in Terza categoria. Tanti gli ex professionisti: il terzino Castellana (Piacenza), i centrali Rossini (Pontedera, Savona e Livorno) e Ghinassi (Prato, si allenò l’anno scorso con i rossoneri), il centrocampista Obodo (ex Pisa e Grosseto) gli attaccanti Disabato (Pro Patria) e Tripoli (ex Varese, Pistoiese e Ascoli) bomber della squadra con 3 reti. Con loro gli ex rossoneri Buratto, Vita, Shekiladze e quell’Albani classe 2001 che se ne andò da Lucca per la nostalgia di Bergamo salvo poi firmare per il Savona. —
L.T.
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