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Caporetto rossonera in terra piemontese Una Lucchese ingenua si fa male da sola

dall’inviato
 Caporetto rossonera in terra piemontese Una Lucchese ingenua si fa male da sola

La squadra precipita al terz’ultimo posto e a fine gara scatta la contestazione con i dirigenti che annunciano novità a breve

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Luca Tronchetti

casale monferrato. Adesso è crisi vera. Quella che doveva essere la partita della riscossa nel ricordo dell’ultima vittoria rossonera al Natale Palli di 30 anni fa, e che coincise con l’anno della promozione in B, si trasforma in una Caporetto. La Lucchese precipita, seppur in coabitazione, al terz’ultimo posto in classifica, e i tifosi, almeno un centinaio, contestano la squadra e chiamano a rapporto calciatori e dirigenti, che a fine gara incontrano i cronisti e preannunciano novità nelle prossime 24 ore. Possibili provvedimenti possono riguardare i giocatori (squadra in ritiro punitivo, ammende, rescissione di qualche contratto, ingaggio di uno o più svincolati ) oppure il tecnico (fiducia a tempo come accaduto al Milan per Giampaolo). Certo è che un nuovo passo falso domenica al Porta Elisa con il Savona, costruito per conquistare i playoff, genererebbe la sollevazione di tutta la tifoseria.

Non è più scusabile subire, per colpe proprie, tre rigori in due partite e finire in dieci in due circostanze per palesi ingenuità di due under. La squadra non appare serena e alle prime difficoltà va in crisi e non riesce a recuperare. I numeri sono impietosi: 4 pari, 2 ko con 8 gol subiti e 6 fatti e una sola partita (quella sofferta con la Sanremese) senza subire reti. Non solo. Il gioco latita e i continui cambi di formazione creano confusione in una squadra che ad ora non ha un vero leader in campo. Se a tutto questo ci aggiungi qualche arbitraggio infelice (il signor D’Eusanio, debuttante assoluto in D, ha distribuito cartellini gialli a senso unico) ecco che i 4 punti sono lo specchio di questo stentato avvio di stagione. A Casale è andata in scena la sintesi di questo deludente inizio di campionato con l’aggravante della sfortuna. Perché in 20 minuti Monaco ha perso per infortunio l’intero centrocampo: Meucci out dopo 7’ (distorsione alla caviglia), Nole sostituito dopo 20’ (probabile contrattura). E i rossoneri, esattamente come con il GhiviBorgo, vanno sotto col solito rigore frutto del nuovo cervellotico regolamento (anche il tocco involontario di mano vuol dire penalty): l’astuto centravanti Mair con un pallonetto colpisce il braccio di Ligorio e si guadagna il tiro dal dischetto che l’ex Buglio realizza spiazzando Fontanelli. La Lucchese non si scoraggia e i neo entrati Cruciani e Presicci prendono in mano le redini del centrocampo. La squadra cresce e Vignali, per la prima volta titolare, si libera bene dal limite e trova il sette alla sinistra del portiere nerostellato. La Lucchese sale di tono, ma nei minuti finali il baby Panati commette due ingenuità fatali. In 180 secondi l’ala prima si fa ammonire per simulazione e poi commette un inutile fallo da tergo a centrocampo su Di Lernia sotto gli occhi dell’arbitro. Rosso e squadra in dieci che al 5’ di recupero rischia di subire di nuovo su rigore, per un’uscita avventata di Fontanelli su Di Lernia. Dal dischetto si presenta il solito Buglio che stavolta calcia di potenza e coglie la traversa. Nella ripresa la Lucchese soffre, ma regge e tenta di farsi pericolosa di rimessa. A un quarto d’ora dal termine imbucata di Miello per Mair che si gira e trova l’angolo più lontano da Fontanelli. Casale in Paradiso e fuori dalla crisi, Lucchese all’inferno e con tanti punti interrogativi a cui dare risposta. —

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