Casale, 30 anni fa la vittoria targata Russo e Monaco che domani cercano il bis
Entrambi in campo in quella gara vinta al Natale Palli con gol di Paci furono decisivi per la vittoria: La Ruspa giocò con la febbre e il Capitano salvò sulla linea
LUCCA. Se la ricordano bene quella data (7 gennaio 1990) e quella partita (Casale - Lucchese al Natale Palli). Temperatura polare, neve, freddo e sfida di fondamentale importanza ai fini della classifica. Bruno Russo oggi presidente della Lucchese all’epoca era semplicemente la Ruspa rossonera. Prelevato in estate dallo Spezia con un blitz notturno del ds Pino Vitale e la fuga del mediano prima dell’alba per impedire una sorta di rivolta popolare. Lui quella gara non la può dimenticare. Il motivo? Non doveva giocare. Per tutta la settimana aveva avuto l’influenza e nel Monferrato la temperatura è di 5 gradi sotto lo zero. Ma Orrico, spiazzante come al solito, non solo lo convoca. Gli assegna la maglia numero 11 relegando in panchina Simonetta. Diavolo di un Omone: ci azzecca anche stavolta. E la Lucchese ottiene la seconda vittoria esterna stagionale dopo l’1-0 conquistato il 18 dicembre 1989 al «Briamasco» contro il Trento. Ma un mattoncino importante su quel successo lo mette anche il Capitano, Francesco Monaco. Oggi è l’allenatore della Lucchese 1905, ma in quel periodo storico era insieme il motorino e la mente della truppa del condottiero di Volpara. Lui al 26’ della prima frazione, dopo che i rossoneri sono passati in vantaggio con un gol del solito bomber Roberto Paci, con il consueto senso della posizione si trova sulla linea di porta quando un colpo di testa dell’ala nerostellata Melchiori (più tardi finirà in A con la Lazio) scavalca Pinna e rischia di finire in fondo alla rete. Il centrocampista arpiona il pallone, libera l’area di rigore e impedisce il pareggio. Russo in tribuna e Monaco in panchina domani alle 15 faranno un tuffo nel passato nella speranza che rievocando dolci ricordi la Lucchese riesca a portare a casa i primi tre punti della stagione. Ma in quella stagione non fu facile aver ragione della neo promossa formazione piemontese. E la cronaca di quella gara è fedele testimone.
LA PARTITA
Orrico rinuncia alla fantasia (Salvi e Simonetta) preferendo la sostanza (Di Stefano, e Russo). E la Lucchese parte subito forte. Dopo 49 secondi il compianto Vignini dal limite colpisce la traversa. Ma al 10’ ecco il vantaggio dei rossoneri. Fallo su Donatelli fischiato da tal Cesari di Genova (finirà ad arbitrare in A e oggi è opinionista delle reti Mediaset) un paio di metri fuori dall’area di rigore. Punizione di prima che calcia Paci. La palla, ribattuta da Melchiori, torna al centravanti che di sinistro infila Ferraresso con un rasoterra imprendibile. Il Casale si getta in avanti come una belva ferita e al 48’ il bomber Francioso, lanciato sulla sinistra, entra in area e supera i difensori allungandosi il pallone. Pinna, in uscita lo tocca, e il direttore di gara concede il penalty. Melchiori si presenta dal dischetto e mira l’angolo alla sinistra del portiere rossonero. Pinna, come un gatto, intuisce e devia in bello stile. E al 66’ l’estremo della Lucchese deve neutralizzare con tuffo felino una conclusione di destro a pelo d’erba di Campioli (figlio di Umberto, tra i 10 giocatori più presenti nella storia della Lucchese). C’è tempo anche per una traversa (77’) su punizione del solito Melchiori. A un minuto dal termine la resa del Casale con l’espulsione di Carsetti che sgambetta platealmente Vignini. —
Luca Tronchetti
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