Il Tirreno

Lucca

Lucchese allergica alla vittoria anche nel debutto al Porta Elisa

Luca Tronchetti
Lucchese allergica alla vittoria anche nel debutto al Porta Elisa

Una Sanremese manovriera sfiora il colpaccio nel finale, ma per la prima volta in campionato la squadra non prende gol

3 MINUTI DI LETTURA







La Lucchese rinvia ancora l’appuntamento con i tre punti e nel finale ringrazia gli ospiti che in due circostanze falliscono ghiotte occasioni per conquistare l’intera posta. Due le note positive in una partita che non passerà agli annali: il ritorno al Porta Elisa dopo 119 giorni e la porta di Fontanelli rimasta per la prima volta intonsa dopo 450 minuti di campionato. Per il resto mister Monaco ha ancora tanto lavoro da fare e la vera Lucchese, come sostiene il vice Carruezzo, la vedremo a fine ottobre. In fondo l’avversario era di quelli da prendere con le molle. Perché la Sanremese è la miglior formazione incontrata sinora e i due secondi posti nei playoff nelle ultime due stagioni la dicono lunga sul potenziale di una squadra che gioca a memoria e che, unico difetto, manca del necessario cinismo in area di rigore.

LA PARTITA

Quinta partita di campionato e quinta formazione differente. Un po’ per necessità (leggasi infortunio di Lici e Remorini e squalifica di Nannelli), un po’ per scelta tecnica (Ligorio, al debutto da titolare, per Visibelli; Tarantino, a 40 anni schierato dal primo minuto, per l’infortunato Remorini; Nolè per Cruciani e Gueye per Panati) va in campo un 4-3-3 che, a parer nostro, difetta in fase di costruzione della manovra. In mezzo infatti Meucci per un verso e Nolé per l’altro non hanno le geometrie e la visione di gioco di Cruciani (restato in panchina e che a fine gara se n’è andato prima degli altri). Monaco non l’ha impiegato perché il metronomo non ha il passo dei mediani biancazzurri che fanno della corsa e del dinamismo l’arma migliore.

NOTE STONATE

Sin dall’inizio la Lucchese prende qualche stecca nel duello tra due città che amano la musica (Lucca patria di Puccini e della lirica; Sanremo, patria della canzone melodica italiana con il festival nazional popolare). Perché a fare la partita sono i liguri più veloci, precisi e manovrieri sino alla trequarti e capaci di creare pericoli su calci da fermo (leggasi corner) dove Fontanelli non appare irreprensibile. Solo nel finale della prima frazione grazie al pressing alto e a qualche accelerazione e cambio di passo del più anziano della comitiva (Tarantino) prima Meucci, con tiro cross, e poi Gueye, bravo a girarsi in area senza però vedere la porta, tengono alta la bandiera.

FINALE DA BRIVIDI

Nella ripresa la sfida appare bloccata. Il tecnico ospite cambia modulo un paio di volte mentre l’allenatore rossonero sostituisce il terzetto davanti per dare maggiore incisività all’attacco. I ritmi, lenti per mezz’ora, si alzano. Ma i brividi arrivano nell’area rossonera dove Spinosa e Vitiello falliscono all’altezza del dischetto due occasioni per chiudere il match. E quando a 4’ dal termine Fontanelli si erge a protagonista deviando in angolo una conclusione di Lo Bosco si capisce che è bene prendersi il punto e non rischiare ulteriormente. Di questi tempi meglio due feriti che un morto. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web