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Lucca

La Lucchese dura soltanto un tempo, l’impresa è del Real

Luca Tronchetti
La Lucchese dura soltanto un tempo, l’impresa è del Real

Crollo alla distanza e primo ko in campionato dei rossoneri  sconfitti nonostante l’uomo in più per oltre mezz’ora

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Se tre indizi fanno una prova per Francesco Monaco ci sarà ancora tanto lavoro da fare per vedere la sua creatura prender forma e scalare posizioni in classifica. Perché al comunale di Camaiore (campo che porta male visto il ko in Coppa con il Grassina) va in scena una recita che dura poco più di un tempo. Esattamente il remake delle due precedenti puntate: a Forte dei Marmi con il Chieri e in Val Sesia con il Borgosesia. Primo tempo a senso unico, una sola rete realizzata a fronte di almeno 3 nitide palle gol fallite, ripresa con il freno a mano tirato e gli avversari a prender campo e sopravvento. Con l’aggravante che stavolta la Lucchese non porta a casa nemmeno un punto. Anzi, esce sconfitta nonostante la superiorità numerica per oltre 35’ di gioco e l’infortunio al 39’ pt di uno dei perni della difesa azzurrobianconera (Tognarelli) uscito in ambulanza nel finale della prima frazione per la frattura dello zigomo sinistro con perdita momentanea di conoscenza dopo uno scontro fortuito con Bitep.

SERVONO CERTEZZE

Così la Lucchese dopo 3 partite si ritrova con 2 punti in classifica e soprattutto con una difesa che ha subito 5 reti (quasi 2 a partita) mettendone a segno soltanto 4 e nessuna realizzata da un attaccante centrale. Monaco chiede tempo e difende la squadra. Giusto e doveroso. Vero che esiste il problema delle quote e che l’arrivo di un portiere under (piace un ragazzo croato del 2001) risolverebbe più di un problema liberando un posto tra i giocatori di movimento. Ma d’ora in poi sarebbe necessario trovare un assetto certo negli uomini prima ancora che nel modulo. I due centrali difensivi (Benassi e uno tra Visibelli e Ligorio), la coppia di centrocampisti (Meucci e uno tra Nolè e Cruciani), gli esterni (Nannelli e Remorini) e la punta (Falomi o Bitep). Punti fermi irrinunciabili che costituiscano l’ossatura su cui innestare i rimanenti under e l’ultimo over. Giusto lanciare i giovani, ma in certe circostanze non si capisce perché (una costante dal preliminare di Coppa) schierare 5 quote invece delle 4 previste.

IL SOLITO SPARTITO

Monaco cambia ancora formazione inserendo un uomo diverso per reparto causa forfait del diciottenne Panati: Pardini in difesa, Presicci sulla trequarti, Bitep in attacco. In avvio la Lucchese è padrona del campo. Complice l’assenza del leader Doveri, il Real Forte Querceta va subito in difficoltà. I rossoneri guadagnano metri e Nannelli, folletto imprendibile e ultimo ad alzare bandiera bianca, dopo 10’ regala il vantaggio vincendo il duello con Giovannelli per accentrarsi in area e lasciar partire un rasoterra che s’infila sul palo più vicino a De Carlo, non immune da colpe. La gara è tutta in discesa. Ci provano Nolè, Remorini, Bitep, ma è Presicci a mangiarsi un gol già fatto ciccando clamorosamente la sfera nell’area piccola e a portiere battuto. E il Real? Non pervenuto. Guardingo, remissivo, timoroso. Si va al riposo con il gol di vantaggio rossonero.

DI PAOLA SUPERSTAR

In 5 minuti la partita gira. A mandare al tappeto la Lucchese è «Cobra» Di Paola. Sin lì era apparso nervoso e fuori dagli schemi. Invece al 6’ su corner di Biagini anticipa Papini e Benassi e infila di testa alle spalle di Fontanelli e all’11’ con un numero di alta scuola riceve, stoppa, controlla al volo la sfera e appoggia in area all’accorrente Lazzarini che lasciato libero punisce di nuovo l’estremo rossonero. Il tutto dopo che gli ospiti erano rimasti in dieci per un nuovo fallo di Giovannelli (già ammonito) sullo scatenato Nannelli. Monaco inserisce Falomi, Gueye e Vignali passando ad una sorta di 4-2-4 nel tentativo di sfondare il muro eretto dall’ex Guidi e soci. Ma non ci sono idee in mezzo al campo e, al di là di qualche conclusione da fuori che non sortisce effetto, la Lucchese può recriminare per un penalty non concesso dall’arbitro in seguito ad un fallo di mano di Guidi su conclusione di Gueye. Troppo poco alla fine per meritare il pareggio. —

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