Gioco
Vichi e Santoro sono fiduciosi: «Al Porta Elisa già il 15 settembre»
LUCCA. Se da un lato un euforico Deoma presenta Benassi come «il fiore all’occhiello del mercato, un regalo per i nostri splendidi tifosi» promettendo altri colpi (un portiere under e una punta?) «il mercato è sempre aperto, non si va mai a dormire», dall’altro l’«affaire» Porta Elisa tiene banco con l’amministratore delegato Alessandro Vichi e il dg Mario Santoro che spiegano il percorso per arrivare in un primo step alla riapertura parziale del Porta Elisa e in un secondo step alla ristrutturazione dello stadio.
SI TORNA AL PORTA ELISA
Già domenica 15 settembre, in occasione del derby con il Real Forte Querceta, il Porta Elisa potrebbe riaprire. A spiegarlo con estrema semplicità è l’amministratore delegato: «Mercoledì si riunisce la commissione provinciale di vigilanza e come Lucchese chiederemo l’apertura in deroga effettuando le modifiche urgenti e necessarie: la riduzione della capienza della gradinata e la chiusura della tribuna coperta eccezion fatta per un centinaio di posti (quelli centrali e quello vip sotto le postazioni dei giornalisti di carta stampata e tv). Nessun problema invece per le curve. Con la riduzione obbligatoria della capienza verranno sistemati sotto la gradinata dei puntelli a croce (i cosiddetti cristi) sufficienti per garantire la stabilità visto la riduzione da 4000 a 1000 posti». La Lega si è resa disponibile ad attendere sino all’ultimo istante la comunicazione del campo per la disputa della seconda gara casalinga. «Siamo fiduciosi. Se non sarà così abbiamo due opzioni: Camaiore o Pontedera. E comunque con la Sanremese giocheremo al Porta Elisa».
IL NUOVO STADIO
Una cosa è la riapertura «a macchia di leopardo» del Porta Elisa - operazione rapida e con poca spesa - un’altra è il restyling completo dell’impianto. Il dg Mario Santoro: «La tribuna coperta è datata 1933 e vincolata. Potrebbe non riaprire mai perché i costi per la risistemazione il Comune non li può sostenere. Ecco che entra in ballo il piano per la ristrutturazione completa dello stadio. Tra la fine di settembre e la prima metà di ottobre gli imprenditori-sponsor che hanno permesso di iscriverci in D, attraverso un project financing con gestione pluriennale dell’impianto, chiederanno alla giunta di poter fare i lavori. E in quell’ambito, con le direttive della Soprintendenza, tornerà a nuova vita anche la tribuna coperta. I tempi? Se il Comune ci autorizza già nel 2020 ad iniziare i lavori passeranno altri 2/3 anni per vedere la realizzazione del progetto. Saranno gli imprenditori del territorio a gestirlo e solo se dovessero disimpegnarsi saremo liberi di contattare chiunque fornisca garanzie. I proprietari della Lucchese? Le quote le hanno Vichi, Russo e Deoma. Potremmo imitare il modello Carrarese con contributi esterni oppure qualche imprenditore potrebbe entrare. Il vivaio? All’Acquedotto ci hanno assegnato i campi 1 e 2: per la prima squadra e per la Juniores».
Visti i problemi dello stadio se capitasse l’occasione di vincere il campionato la Lucchese cosa farebbe? «Vinciamo e poi per un anno, come hanno fatto altri club (Prato e Tuttocuoio), andremo a Pontedera». —
Luca Tronchetti
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