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Lucchese, un pari d’orgoglio contro un Chieri già in palla

Luca Tronchetti
Lucchese, un pari d’orgoglio contro un Chieri già in palla

Punto pesante al debutto con una delle favorite. Rossoneri avanti nella prima frazione rischiano il tracollo nella ripresa

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Un punto pesante contro una delle favorite del campionato che fa classifica e morale in attesa di completare l’organico e ridurre il gap con le altre formazioni più avanti nella preparazione. Quei sostenitori che, al triplice fischio, storcono la bocca dopo il 2-2 contro il Chieri dell’amato Morgia (tra le formazioni più forti del girone), forse hanno ancora la testa alla C. E certi errori dei singoli, sommate a direzioni arbitrali non impeccabili, a cui i sostenitori dal palato fine non sono più abituati, nella A dei dilettanti sono all’ordine del giorno. A nostro modesto avviso c’è da essere soddisfatti per questo pari. Certo, c’è ancora tanto da lavorare. Perché condizione fisico-atletica, meccanismi tattici, schemi di gioco e fluidità della manovra sono ancora approssimativi. Ma sul piano dell’impegno, del carattere, del coraggio, questa Lucchese inizia ad assomigliare al suo mentore: Francesco Monaco. Di più, con 25 giorni di preparazione alle spalle, era impossibile attendersi visto che gli azzurri piemontesi quando salgono di tono mostrano movimenti collaudati, un gioco armonioso e un migliore sfruttamento delle corsie laterali grazie anche ad una mediana che funziona come un orologio.

GARA DAI DUE VOLTI

L’unico rammarico riguarda i due gol subiti dai rossoneri che, due volte in vantaggio, sono sempre raggiunti. La prima rete del Chieri è frutto di una dormita collettiva. Nonostante la squadra sia stata catechizzata in settimana sui rilanci del portiere capaci di innescare pericolose ripartenze (uno schema caro a Morgia), il rinvio con i piedi di Luppi a scavalcare il centrocampo trova impreparati Meucci e Lici con Melandri lesto ad buggerarli entrando in area e scavalcando Fontanelli. Invece sul gol del definitivo 2-2 la Lucchese è penalizzata dalle nuove norme legate al penalty. Ligorio (entrato da meno un minuto) si oppone con il corpo al tiro ravvicinato di Pautassi e, per sua sfortuna, la sfera gli finisce sul braccio costringendo l’arbitro ad indicare il dischetto con Varano che non perdona.

E dire che nel primo tempo la Lucchese - scesa in campo senza Visibelli infortunatosi ad una caviglia alla vigilia e sostituito da Meucci - mostra piglio e cinismo. I rossoneri vanno in vantaggio nel momento di maggior pressione azzurra, grazie ad una punizione pennellata di Cruciani con Meucci che dalle retrovie giunge in area e trova l’angolino opposto al portiere. E a un minuto dal termine della prima frazione - dopo il fortunoso pari piemontese - la Lucchese ritorna in vantaggio con un diagonale chirurgico dalla sinistra di Remorini che infila a fil di palo. Nella ripresa la musica cambia. Morgia azzecca i cambi e inizia una pressione costante con le maglie azzurre che sembrano il doppio di quelle rossonere e arrivano sempre per prime sulla palla. Una pressione che dura sino al triplice fischio (accolto come una liberazione) e che, fortunatamente, produce solo il penalty contestato dai tifosi. —

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