La protesta
In 900 fino a Forte a testimoniare l’affetto
Dopo l’esclusione dalla C e un’estate difficile, un tifo caldissimo ha accompagnato la Lucchese nella prima di campionato
. Inizia con un buon pari l’avventura della nuova Lucchese, ma a vincere è il tifo. Bandiere, tamburi e sciarpe rossonere agitate da 900 tifosi che al Necchi Balloni di Forte dei Marmi hanno incitato dal primo all’ultimo minuto la squadra cittadina, dopo un periodo da incubo.
Le ferie sono terminate, il pallone ricomincia finalmente a rotolare. E non importa se si riparte dalla serie D. Un’altra volta, la terza in 11 anni. La Lucchese si ama. Tanti indossano la maglia rossonera delle stagioni precedenti. Sventolano le bandiere della Vecchia Ovest e Youth Qbr. Non manca nessuno dei tifosi storici. I vecchi ultras ci sono tutti. La Pantera non si discute. E come nel 2011 (allora in Eccellenza) si gioca in “esilio” (all’epoca a Porcari). I tifosi più caldi si sono ritrovati alle 13,30 allo stadio, poi, chi in auto, chi in scooter, sono partiti: destinazione Versilia. Il colpo d’occhio della tribuna è da categoria superiore. Il pubblico si scalda subito, malgrado l’afa che attanaglia lo stadio, alleggerita da una leggera brezza di vento. Commovente l’applauso alla squadra all’entrata in campo, con i calciatori quasi increduli da questa partecipazione. Poi è la volta dell’allenatore Monaco accolto da un incoraggiante «Francesco, Francesco», a salutare il debutto sulla panchina rossonera del capitano icona della Pantera.
Alle 15 si parte. «I rossoneri alé, i rossoneri alé» e «non molleremo mai» sono i primi cori di un vasto repertorio che non risparmia gli storici rivali del Pisa e il sindaco di Lucca Tambellini per la grana Porta Elisa e il trasloco a Forte dei Marmi. Bel momento di sportività quando viene applaudito il tecnico avversario del Chieri, Massimo Morgia, uno che ha i colori rossoneri tatuati sulla pelle e che ringrazia battendosi sul petto per dire che ha la Lucchese nel cuore. È una partita di serie D, ma l’organizzazione non ha sbavature. Si parte. La Lucchese indossa maglie rossonere a righe larghe, pantaloncini bianchi e, novità, inediti calzettoni rossi.
Lo stadio esplode al 24’ sullo splendido diagonale di Meucci. Un gran gol che fa esplodere la gioia dei tifosi. Il vantaggio arriva dopo un paio di brividi della retroguardia rossonera. Il pari del Chieri non scoraggia i tifosi che tornano a esultare al 44’, al gol di Remorini. L’onda rossonera non cala mai. Neppure dopo il 2-2 del Chieri. Si rispolvera anche un coro degli anni B: «Quando vedo quelle maglie a strisce colorate di rossonero, nasce in noi un’amore profondo...».
La Lucchese soffre maledettamente nella ripresa. Poi il fischio finale e gli applausi. «Questa è una malattia che non andrà mai via». La Lucchese è ripartita. —
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