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Lucchese, si alza il sipario sulla stagione della rinascita

Lucchese, si alza il sipario sulla stagione della rinascita

Oggi alle 18 allo stadio Necchi Balloni di Forte dei Marmi sfida che vale i 3 punti Tesserato l’esterno offensivo Remorini. Ora mancano un difensore e una punta

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Settantuno giorno dopo l’impresa di Bisceglie, utile solo per le statistiche e per l’orgoglio, la Lucchese torna in campo per una partita ufficiale. Vero, siamo nei dilettanti e quella salvezza raggiunta sul campo non è servita a nulla perché il debito (oltre 2 milioni) ha impedito a qualsiasi persona (esclusi sceicchi o petrolieri, evidentemente non interessati) dotata di grano salis di acquisire la Lucchese nei professionisti. La vecchia Pantera ha rischiato di sparire dal calcio com’è accaduto in passato a Lanciano e Maceratese e nella stagione appena conclusa a Cuneo, Siracusa e Matera. Se sul pennone del Porta Elisa sventola ancora alta la bandiera rossonera il merito è di un variegato quartetto di innamorati della Lucchese: Bruno Russo, Mario Santoro, Daniele Deoma e Alessandro Vichi. Il terzo fallimento in 11 anni poteva voler dire lo stop al calcio nella nostra città. E ripartire, magari dalla Prima categoria come ha fatto 3 anni fa l’Ancona (oggi Anconitana), sarebbe stato devastante. Si riparte quindi dalla A dei dilettanti, ma chi pensa che la Lucchese debba vincere solo perché ha militato per 9 anni di fila in B (1991-99) o nella sua storia ha disputato 8 campionati di serie A è completamente fuoristrada. Negli anni Duemila la geografia del calcio è stata letteralmente stravolta. E Lucca non è più una piazza ambita. Prima ce ne rendiamo conto e meglio è. Serviranno anni per tornare la Lucchese dei Russo e dei Monaco, non a caso protagonisti della rinascita rossonera. Occorre da parte di tutti - nessuno escluso - un bagno di umiltà. E di questo la nuova dirigenza è ben consapevole. La stagione che oggi alle 18 va ad iniziare con la prima sfida che vale i 3 punti sarà una stagione sabbatica. Oggi le favorite si chiamano Prato, Savona, Caronnese, Chieri e Sanremese. La Lucchese è un’outsider al pari del Casale e del Real Forte Querceta, l’avversario con cui i rossoneri si misureranno nel preliminare di Coppa Italia di D al «Necchi Balloni».

Intendiamoci: chi indosserà i colori rossoneri venderà cara la pelle. E, alla fine, conoscendo il carattere di Francesco Monaco e ds Daniele Deoma siamo convinti che, con qualche ritocco (servono come il pane una punta centrale e un difensore centrale che, statene certi, arriveranno), la Lucchese accederà i playoff non accontentandosi di recitare o di essere relegata ad un ruolo da comprimario. Servono tempo e pazienza. Perché in questo campionato - e lo ricordiamo per i distratti o per chi 5 anni fa non seguiva la Lucchese e tanto meno la serie D - debbono giocare per 90’ obbligatoriamente un giocatore di 18 anni (2001), due di 19 (2000) e uno di 20 (1999). Un regolamento stabilito dalla Lega Nazionale Dilettanti con i giovani che, contrariamente a quanto accade nei professionisti della C, non portano contributi economici legati al minutaggio. Quindi i giovani devono essere blindati per portare plusvalenze al club e le società di serie D debbono fare attenzione massima ai bilanci. Meglio un paio di over in meno che trovarsi uno «sprofondo rosso» in partita doppia. Parsimonia ed efficienza. Perché, come dice il ds Deoma, «meglio retrocedere che fallire».

L’ULTIMO ACQUISTO

Intanto si è aggiunto un altro tassello: l’esterno offensivo Matteo Remorini, classe 1994, che in D ha collezionato 162 presenze e 30 reti con 6 stagioni consecutive nella Massese (dal 2012-2013), poi a Ponsacco e dal dicembre scorso al Ghiviborgo. Un over che si allenava con i rossoneri da martedì 6 agosto e che ha convinto il mister e la dirigenza sulla sua utilità all’interno della rosa rossonera. —

Luca Tronchetti

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