Il Tirreno

Lucca

CALCIO SERIE D: IL PERSONAGGIO 

L’architetto Fanani pronto a progettare il nuovo GhiviBorgo a caccia della salvezza

Luca Tronchetti
L’architetto Fanani pronto a progettare il nuovo GhiviBorgo a caccia della salvezza

L’allenatore che ha portato ai playoff il team della Valle torna a guidare la squadra più giovane del campionato  

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Le sfide gli sono sempre piaciute. Ma è consapevole che stavolta il rischio è altissimo. Perché il suo ritorno nel luogo che lo visto indiscusso protagonista di una storica promozione in D e del piazzamento più importante della storia del club con la conquista dei playoff nella stagione 2015-16, coincide con un’autentica rifondazione del GhiviBorgo che, alla quinta stagione in D, si affida alla linea verde. In campo una formazione giovanissima (media età poco 20,6 anni), la più «green» del girone. Una sfida che, gli esperti, ritengono impossibile. Lui, Pacifico Fanani, 47 anni, una laurea in architettura (lavora a tempo determinato al comune di Porcari, ma a breve potrebbe svolgere il suo lavoro a tempo pieno in un comune della Garfagnana) e una vita costruita con il sudore della fronte tra studio, sacrifici, lavoro e famiglia, non è tipo da tirarsi indietro. Fanani è una persona che si è trasferita a Lucca da ragazzino trovando ospitalità agli Artigianelli, che si è preso il suo diploma di geometra all’Itc Carrara, che all’età di 20 anni ha perduto il padre e ha dovuto fare i conti con una vita di rinunce, ma vissuta sempre a testa alta. Studio, lavoro e pallone arrivando a fare il professionista con 250 presenze in C2. Il tutto con una calma, una semplicità e un’umiltà che lascia disorientati. Nome omen dicevano i latini. E per uno che per nome fa Pacifico non può essere altrimenti.

Fanani, dica la verità, chi gliel’ha fatto fare di tornare in una società che ha portato tanto in alto e che adesso invece è molto ridimensionata a livello economico.

«Il richiamo della foresta è stato troppo forte. In questa società ho tanti amici tra il gruppo dirigente, tanta gente che mi vuol bene e che non potevo tradire nel momento del bisogno. Diciamo che siamo una squadra sperimentale. Ne siamo perfettamente consapevoli e dal 22 luglio stiamo lavorando per cercare di migliorare questo manipoli di giovanotti di belle speranze guidati in campo dal mitico Borgia, un ragazzo di cui abbiamo grande bisogno. Inutile dire che l’obiettivo unico è la salvezza. Anche da raggiungere attraverso i playout. Le squadre su cui dobbiamo fare la corsa? Credo le due piemontesi neo promosse (Fossano e Verbania), qualche ligure come il Ligorna e la Fezzanese e poi mi auguro che il Borgosesia e la Lavagnese, che incontriamo alla prima giornata, abbiamo ridotto il budget. Sarà durissima, ma ce la metteremo tutta. Una cosa voglia dirla: sono felicissimo del rapporto chiaro, trasparente e di fiducia reciproca che si è instaurato con il ds Luca Pacitto. Questa affinità elettiva, questo comune sentire, non può che far bene a tutto l’ambiente. Sappiamo entrambi che ci sono poche risorse e soltanto restando uniti possiamo riuscire in un’impresa che oggi appare davvero titanica».

Cosa serve come il pane al GhiviBorgo per migliorare la qualità? Quali giocatori, in un mese in cui li ha potuti osservare da vicino, l’hanno sorpresa e da quali si attende dei progressi importanti?

«Inutile girarci intorno. Ho bisogno di un portiere under con maggiore esperienza in categoria e di un centrocampista esperto e di personalità che possa far girare la squadra. Purtroppo non è semplice portare giocatori a Ghivizzano, una piazza giovane che non ha ancora l’appeal necessario. Le punte? Al momento dispongo di Solinas, una scommessa di Pacitto, e di Lucatti. Ecco, da quest’ultimo mi attendo decisamente di più. Fisicamente il ragazzo può darci un grande aiuto, ma per adesso non ha reso secondo le aspettative. Mi auguro che in queste due settimane metta in mostra le sue doti indiscusse. Per quanto riguarda i giovani sono molto contento del terzino Dell’Orfanello (2000) e del rifinitore Nottoli (1999). Nonostante la giovane età dimostrano già buona personalità. La sorpresa? Direi Fomov (2001), un georgiano che abbiamo preso dalla Pontremolese. Un centrocampista che affina quantità a qualità. Ne sentirete parlare. Ma sono soddisfatto anche della difesa con Brusacà, Benedetti e Subbicini e dei mediani Papi e Aprile. Sono tutti ragazzi che debbono crescere ed eliminare certe lacune, ma che sul piano dell’impegno non sono secondi a nessuno. Siamo una squadra tecnica, ma dobbiamo migliorare sul piano della cattiveria agonistica perchè in D nessuno ti regala nulla». —

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