Gioco
La lotta al doping dei Fanini regala ad Appollonio il ritorno alle corse
Squalificato per quattro anni adesso il corridore può tornare alle sue gare: oggi il gran giorno del debutto in Portogallo
LUCCA. È una storia di coraggio. Quello che ha avuto Ivano Fanini, paladino della lotta al doping nel ciclismo, a concedere una nuova chance tesserando nelle file di «Amore & Vita» un ex enfant prodige del pedale squalificato per 4 anni per aver fatto uso di epo e quello che ha avuto Davide Appollonio, classe 1989, vincitore di tappe al Tour of Luxemburg e al Tour of Limousin, a salire nuovamente in sella dopo aver scontato la pena e soprattutto aver affrontato e superato il male oscuro della depressione arrivando a pesare oltre cento chili. Ci sono voluti 4 lunghissimi anni di attesa, ma adesso Appollonio ci mette la faccia ed ammette di essere stato l’artefice del proprio destino: «Ho commesso un solo errore nella mia vita da ciclista: adeguarmi a certe pratiche proibite. L’ho fatto perché volevo vedere dove sarei potuto arrivare, visto che ero riuscito a primeggiare e vincere corse sempre da pulito. Nella mia testa credevo che facendo certe cose avrei lottato per vincere qualcosa di più grande. Sono stato un debole e quella maledetta fiala di epo mi ha distrutto l’esistenza e mi ha rovinato la vita. Ma non è mai troppo tardi per imparare dai propri errori. Io l’ho fatto e adesso vorrei essere d’esempio alle generazioni future». Davide vive ad Empoli dal 2007 dove ha corso sino alla categoria Junior . Il suo mentore è stato l’ex atleta di «Amore & Vita», nonché uno dei più preziosi gregari di Marco Pantani: Riccardo Forconi. Fu lui a dirigerlo da dilettante ed a lanciarlo al professionismo. Ed è proprio grazie anche al suo intervento che tutto è partito. Nei 4 anni di squalifica e, Appollonio è caduto in una profonda depressione. «Mi ero lasciato andare. – ammette il velocista - Poi, grazie a mia moglie e alla fiducia di Forconi, ho ripreso a pedalare. Posso ritornare a farlo anche a 30 anni e dopo 4 difficilissime stagioni senza il numero attaccato sulla schiena. Sono stato uno stupido ed è stato giusto pagare. Ma ora si apre una nuova pagina della mia vita ciclistica grazie soprattutto alla famiglia Fanini. Vorrei proseguire in corsa la mia battaglia al doping». Ed ecco entrare in scena proprio i Fanini: «Alcuni mesi fa ricevetti un messaggio da Davide via social seguito da una e-mail molto toccante nella quale praticamente mi si chiedeva aiuto. – spiega Cristian Fanini – Dopo alcuni giorni fui contattato da Forconi che risiede da diversi anni in Usa e visto che in quel periodo si trovava in Italia. Venne a trovarmi insieme ad Appollonio. Per lui non si tratta infatti di tornare semplicemente alle corse, ma di percorrere insieme a noi un cammino fondamentale contro il doping. Tra l’altro non è il primo atleta ‘scomodo’ che decidiamo di ingaggiare per il bene del ciclismo. Vorrei citare infatti solo i casi più importanti, ovvero quelli di Bileka e Gerlach, entrambi ex compagni di squadra di Lance Armstrong, tornati a correre (e vincere) con la nostra maglia». Appollonio ha passato tre controlli a sorpresa Uci e continua a mantenere il passaporto biologico. Il suo debutto è previsto oggi in Portogallo. —
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