Gioco
Carruezzo e Baraldi «Un atto d’amore»
L’ex bomber rossonero è originario di Brindisi come Monaco «Per non farci capire dagli avversari parleremo in dialetto»
È stato più volte sul punto di riabbracciare i colori rossoneri, quelli di cui è stato un simbolo, come miglior bomber di tutti i tempo della Lucchese (dopo Roberto Paci) e capitano all’inizio degli anni Duemila.
Per Eupremio Carruezzo, per tutti Tony (nomignolo affibbiatogli da Mauro Nardini, suo compagno di squadra a Barletta, perché Eupremio era “troppo difficile”), 50 anni a dicembre, è un “ritorno a casa”. Persona di grande umanità, a Lucca è legato a doppio filo dopo la scelta di vivere nella città dell'arborato cerchio dopo avere appeso le scarpette al chiodo, con la famiglia e i figli nati all’ombra delle Mura.
Sciarpa al collo e un po’ di commozione, l’ex centravanti brindisino ha spiega i motivi che lo hanno spinto ad accettare la proposta della Lucchese: «Sono tornato a casa, in questi anni ho vissuto la Lucchese da tifoso e ho sempre dichiarato che se ci fosse stato un progetto serio con persone serie sarei tornato. È chiaro che tra di noi c’è un rapporto di amicizia, ma nei confronti della città abbiamo dei crediti che dobbiamo mantenere con il lavoro e il sacrificio: la città ci vuole bene, ma non dobbiamo rischiare di perdere questo affetto». Carruezzo sarà l’allenatore in seconda, il primo collaboratore di Francesco Monaco. In panchina quindi due ex capitani rossoneri che rappresentano tre generazioni. «Io darò il massimo della mia disponibilità a Monaco, la mia esperienza e la mia passione, ascoltandolo e soprattutto imparando molto da lui». Due tecnici pugliesi brindisini doc: Carruezzo di Brindisi, Monaco di Latiano, anche se ascolano d’adozione. «Avremo anche il vantaggio di poter parlare tra di noi in dialetto pugliese stretto. Così quando dobbiamo dire qualcosa di riservato nessuno ci potrà capire» scherza Tony-gol che dopo avere girato tante squadre è rimasto alla Lucchese dal 2001 al 2007, chiudendo la carriera al San Marino. «Mia moglie e i miei figli si sono innamorati della città e della gente, cordiale ed educata» ricorda Carruezzo che non dimentica l’affetto dei tifosi dopo quel palo maledetto nella finale playoff con la Triestina. Poi ha fatto l’agente Fifa, il ds al Savoia e l’allenatore al Ponsacco, all'Argentina Arma e all'Igea Virtus. Gabriele Baraldi, 50 anni, sarà il collaboratore tecnico di Monaco e si occuperà della difesa da ex difensore centrale cresciuto nelle giovanili prima della Pro Patria e poi dell’Inter per poi, dopo un campionato alla Castanese e uno alla Carrarese, approdare a Lucca dal 1990 a 1996 e concludere la carriera professionistica nella Lucchese di D’Arrigo (gennaio 2002-giugno 2003). E pensare che fino a poco tempo fa non avrebbe immaginato di rientrare nel mondo del calcio, dedicandosi al tennis. «Penso che mi occuperò della parte difensiva. Non pensavo di tornare nel calcio ma ho sempre detto “mai dire mai”. Poi mi ha chiamato Daniele Deoma - dice Baraldi che gestisce alcuni negozi di scarpe - e mi sono sentito di voler dare una mano alla causa per l’amicizia che mi lega a questi personaggi e per l’amore che ho verso la Lucchese». —
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