Il Tirreno

Lucca

La COMMOZIONE DEL DIRETTORE GENERALE 

Santoro: «Il budget è per tre anni» Prezzi popolari per tifosi e abbonati

Luca Tronchetti

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LUCCA. «Saremo di nuovo una famiglia». Una frase pronunciata con un pizzico di commozione. Perché anche un lupo di mare come Mario Santoro, che ne ha viste di tutti i colori nei suoi quasi 20 vissuti a Lucca e in un settore estremamente complesso come quello del marketing, può sciogliersi sino a sfiorare le lacrime di fronte ad una mission impossible come quella di riportare la Lucchese nel calcio che conta. In fondo il neo direttore generale il suo campionato lo ha già vinto: iscrivere la squadra alla A dei dilettanti a pochi minuti dallo scadere. «Dopo di noi si è presentata soltanto l’Arzachena che è diventata succursale dello Spezia in D». Niente da fare per Siracusa, Matera e Cuneo: tutte fallite e sparite dal calcio. «Noi eravamo nella stessa situazione: ce l’abbiamo fatta. E già questo mi pare un grande successo. Lo dico subito a scanso di equivoci: quest’anno il nostro obiettivo è quello di disputare un campionato dignitoso. Stop. Abbiamo speso 350mila euro per il soprannumero. Ma il budget è triennale (la cifra è top secret) ed è uguale ogni anno. Nella stagione 2020-21 non dovremmo tirar fuori le 300mila euro e allora la Lucchese saprà farsi rispettare nei quartieri alti del campionato». Poi si lascia andare all’amarcord: «Tutto è nato dalla famosa partita con la Triestina. Sono arrivato a Lucca con la presidenza Grassi (l’ottantenne imprenditore tornerà in tribuna a vedere la Lucchese e a salutare Santoro, Russo e Deoma). All’epoca si respirava un’aria diversa: dirigenti, giocatori e staff erano una grande famiglia. Si era riuscita a creare una unità di intenti che poi non si è più ricreata. L’obiettivo è di tornare a quella Lucchese. Come? Rendendo lo stadio fruibile tutto l’anno attraverso una ristrutturazione importante. Da lì nasce il coinvolgimento delle aziende locali».

Le difficoltà non mancheranno: «Siamo indietro su tutto, a partire dall'Acquedotto. Abbiamo il campo 1 disastrato e il campo 2 è piccolo. La squadra dovrà iniziare a allenarsi dalla prossima settimana e non è da escludere che utilizzeremo, in un primo tempo, il Porta Elisa in modo che i tifosi ci stiamo vicini. Oggi o domani parleremo con il Comune per capire se possiamo usufruire di Saltocchio». A proposito di tifosi, Santoro sta lavorando ad un progetto che avvicini gli sportivi: prezzi popolari per gli abbonamenti di gradinata e di curva (parte della tribuna coperta resterà chiusa per i lavori). Sul settore giovanile le idee sono chiare: «Ci serve una settimana di tempo per organizzarci. Vogliamo fare tre squadre (Juniores, Allievi e Giovanissimi). Ripartiremo dai ragazzi che c’erano già quest’anno e che non si sono accasati». Sull’allargamento della compagine sociale, il dg non ha preclusioni: «Non ci sono porte chiuse. Il marchio? Saremmo onorati che qualcuno ci contatti, troverei strano il contrario. Mariani? Ho dato una parola a delle persone a partire dal mister, poi se si parla per parlare: c'era il problema di iscrivere la squadra, Mariani mi ha detto che veniva alle 9,30 di lunedì. Se fanno l'offerta la valuteremo, ma non deve essere toccato l'assetto». —

Luca Tronchetti

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