Proteste
La Lucchese torna a vivere e s’iscrive in D
Il gruppo composto dal terzetto Santoro, Russo e Deoma consegna alle 14,57 documenti e assegno da 300mila euro
LUCCA. In macchina a duecento all’ora e con il cuore in gola per portare in tempo tutta la documentazione e gli assegni circolari per un importo di 300mila euro alla sede della Figc in via Allegri a Roma. Alle 14,57 il plico e gli «cheques» non trasferibili necessari per l’iscrizione alla serie D in soprannumero sono consegnati in segreteria. Alle 15,34 il potente manager di lungo corso, l’ avvocato Chiara Faggi (passata dalla Lega Pro e posizionata al quarto piano di via Allegri vicino all’ufficio legale per volontà del presidente federale Gabriele Gravina), dopo aver preso in esame il dossier e controllato regolarità e intestazione degli assegni circolari ha dato il via libera all’Asd Lucchese 1905 srl che da ieri è ufficialmente in serie D. In pochi ci avrebbero scommesso. Invece Mario Santoro, storico uomo marketing, Bruno Russo, bandiera rossonera con 351 presenze in campionato con la Lucchese e già protagonista come collante della rinascita nel 2011 e Daniele Deoma, terzino rossonero dei primi anni Duemila ormai lucchese d’adozione, sono riusciti in un autentico miracolo sportivo. Pensare che Matera, Siracusa e Cuneo non ce l’hanno fatta e se va bene finiranno in Prima Categoria (difficilmente, se non attraverso fusioni, in Promozione) la dice lunga sull’impresa compiuta dal terzetto che era accompagnato da Alessandro Vichi, uno dei manager dell'azienda Bardahl di Altopascio che fa capo alla famiglia Marchetti e che opera nella produzione e distribuzione di lubrificanti e additivi per macchine agricole, movimento terra, automobili e moto. Non è un caso se il futuro amministratore delegato rossonero Vichi - stando al contratto notarile depositato allo studio Domenico Costantino in viale Regina Margherita - detiene il 45% della Asd Lucchese 1905 srl con sede legale allo stadio Porta Elisa mentre il rimanente 35% è in mano a Bruno Russo e il 20% a Daniele Deoma. E il presidente della nuova Lucchese dovrebbe essere proprio la Ruspa rossonera: Bruno Russo. L’unico personaggio nella storia del club ad aver ricoperto tutti gli incarichi: calciatore, allenatore in Seconda, direttore sportivo, presidente.
IL FUTURO
Il neo direttore generale Mario Santoro raggiunto al telefono mantiene un profilo british anche se siamo certi che alla conferenza stampa indetta allo stadio per stamani alle 11non sarà tenero con i detrattori: «Nelle prossime ore produrremo la fideiussione da 31mila euro ed effettueremo il pagamento della tassa d’iscrizione da 19mila euro. Terminati gli adempimenti ci metteremo a lavoro per costruire una squadra che dovrà disputare un campionato dignitoso senza aspirare a vincere. Ci terrei a sottolineare che gli altri hanno fatto tanti discorsi senza tirar fuori un euro. Il nostro è un atto d’amore verso i tifosi. Non potevamo lasciare Lucca senza calcio».
Gli fa eco il diesse Deoma: «Monaco è già stato avvertito: sarà il nostro allenatore. I suoi vice saranno Gabriele Baraldi che curerà la fase difensiva e Eupremio Tony Carruezzo che invece si occuperà di quella difensiva. Per quanto riguarda l’allenatore dei portieri stiamo valutando con Bruno, Mario e Alessandro. E stesso discorso vale per il segretario: abbiamo un paio di profili da scegliere. Per il preparatore atletico non abbiamo dubbi: se accetta sarà il professor Riccardo Guidi. Su la parte sanitaria cercheremo di convincere il dottor Tambellini e il mitico Alvaro Vannucchi. La squadra? Qualche idea ce l’abbiamo, stiamo seguendo diversi profili, ma è presto per fare dei nomi». Un altro punto fondamentale è il settore giovanile: «Logico che c’interessa, ma dovete considerare che c’è stato uno tsunami e dobbiamo ripartire da zero. Serve tempo e pazienza. Siamo nati ora». —
Luca Tronchetti
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