Il Tirreno

Lucca

IL FUTURO ROSSONERO 

Lucchese, tre saggi decidono sul gruppo che rifonderà il club

Luca Tronchetti
Lucchese, tre saggi decidono sul gruppo che rifonderà il club

Un commercialista, un avvocato e un ex professionista dello sport esamineranno le domande depositate dagli interessati a palazzo comunale entro giovedì alle 15

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«Pedro, adelante con juicio», la frase che ne «I Promessi Sposi» il gran cancelliere di Milano, Antonio Ferrer, rivolge al cocchiere Pedro per indurlo ad avanzare cautamente tra la folla, calza a pennello con la situazione attuale in cui versa il calcio a Lucca. Perché il tempo passa velocemente e la folla (i tifosi rossoneri) preme per una soluzione che possa far rinascere dalle ceneri per la terza volta in undici anni la vecchia Pantera. Il rischio è quello di scegliere una soluzione-tampone che non dia garanzie per il futuro. La tifoseria, almeno quella organizzata, ha deciso di restare fuori dalla contesa. Osservatori più o meno interessati e pronti a saltare addosso (ma chi è senza peccato scagli per primo la pietra) nel caso in cui l’amministrazione metta un piede in fallo (oggettivamente di errori ne ha commessi in questi ultimi 12 mesi). Ergo: il sindaco e l’assessore allo sport chiamano tre saggi a scegliere la cordata ideale.

I DUELLANTI

Sui nomi la giunta mantiene il più stretto riserbo. Per non avvantaggiare nessuno dei contendenti. Che al momento in cui scriviamo sono due: la cordata sarda capeggiata dal direttore tecnico Ninni Corda e quella locale che vede la troika Mario Santoro-Bruno Russo e Daniele Deoma esporsi mediaticamente in prima persona. Non siamo così sicuri che da oggi a giovedì alle 15 non vi sia almeno una sorpresa: l’ingresso di una nuova cordata che riteniamo non essere legata al territorio. Staremo a vedere. Di certo c’è che qualcuno ha provato a contattare pure Piero Camilli che proprio l’altro giorno ha ceduto la sua Viterbese e all’ingegner Romano che, ancora una volta di più, ritenevamo essere la persona giusta per dare un po’ di continuità gestionale alla Lucchese se soltanto l’operazione con il GhiviBorgo fosse andata in porto. Camilli - autentico padre padrone, ma capace di portare il Grosseto in B e tenercelo sei stagioni e di ottenere la vittoria della Coppa Italia di C con il Benevento - ha ringraziato declinando l’invito almeno per questa stagione. «Mi prendo un anno sabbatico» avrebbe risposto all’intermediario-interlocutore lasciando intendere che a giugno 2020 se ne potrebbe pure riparlare. E un altro gruppo milanese - vicino ad un ex calciatore dell’Inter - che attraverso un avvocato si era appalesato lo scorso inverno salvo fare tre passi indietro a causa delle informazioni poco lusinghiere relative alla gestione del club rossonero ha deciso di investire altrove.

IL CONSIGLIO DEI SAGGI

Saranno tre professionisti - tutti appassionati di sport - a decidere, sulle base delle proposte presentate e soprattutto delle garanzie offerte, chi sarà la società rappresentativa della città di Lucca. I loro nomi saranno resi noti solo una volta scaduto il bando (giovedì 25 luglio alle 15) per la manifestazione di interesse che il Comune ha redatto per individuare chi dovrà far ripartire la nuova Lucchese. La commissione tecnica che affiancherà il sindaco Tambellini nella scelta verrà ufficialmente costituita solo dopo che saranno state depositate tutte le domande. Il motivo? Evitare che al suo interno vi siano persone che in qualche modo possano entrare in conflitto di interesse con chi presenta le proposte. Con ogni probabilità - ma modifiche e variazioni sono possibili anche all’ultimo minuto - si tratterà di un commercialista esperto in materia contabile, fiscale ed economico-bancaria, di un avvocato esperto in materia civile e contrattuale e di un personaggio del mondo dello sport che in passato ha praticato discipline olimpiche a livello professionistico. Tre persone conosciute e apprezzate sul piano etico e morale.

LO STATO DELL’ARTE

Da un lato il gruppo che fa capo a Ninni Corda e che si è rivolto allo studio Edoardo Chiacchio assicura di aver già pronta buona parte della documentazione e soprattutto l’assegno con i 300mila euro necessari per l’iscrizione in soprannumero, dall’altro la cordata che vede in prima fila l’ex responsabile marketing Mario Santoro che sostiene di aver trovato risorse importanti grazie ad una dozzina di sponsor che hanno aderito all’iniziativa di Rinascita Rossonera. Resta da capire con quali società si presenteranno i due gruppi. Il team di Corda a Como presentò la domanda come «Nicastro Group» offrendo più degli altri 8 competitor (alcuni improponibili, altri giunti in ritardo con il deposito dei soldi) e convincendo il neo eletto sindaco del Lario. Dubitiamo che a Lucca - visto che l’immobiliarista Massimo Nicastro avrebbe rilevato il 30% del Rimini - possa indicare la stessa società. E sul team di Santoro ci sono diversi punti interrogativi che necessitano chiarimenti: chi e con quale quota parteciperà alla neonata società? Chi ricoprirà le cariche sociali? —



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