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Lucchese, il futuro in dieci giorni

Nicola Nucci
Lucchese, il futuro in dieci giorni

Il 29 luglio termine ultimo per presentare alla Figc la documentazione per ripartire dalla serie D

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LUCCA. Dieci giorni per decidere il futuro della Lucchese. Il 29 luglio alle 15 è l’ultimo termine per presentare alla Figc la documentazione per fare ripartire il calcio rossonero dalla serie D. Conti alla mano il sindaco Alessandro Tambellini ha tre giorni per scegliere la proposta più idonea, quella che rispetti i criteri inderogabili della manifestazione di interesse che scade giovedì 25. Poi la commissione che affiancherà il primo cittadino si riunirà immediatamente per esaminare le proposte e decidere in tempi stretti. Ad oggi sono due le cordate interessate a dare vita ad una sodalizio che rappresenti la città di Lucca, ma in ogni caso dovrà essere un progetto solido e credibile con particolare attenzione al settore giovanile e alle strutture sportive, con un piano finanziario triennale.

Tra i “paletti” la solvibilità economica (referenze bancarie di almeno un istituto di credito iscritto all'Assobanca e l'ultimo bilancio di esercizio di chi rileva la società) e una “fedina” da incensurati. Punto forte del bando è la riqualificazione degli impianti sportivi: stadio Porta Elisa e Acquedotto (non si fa riferimento invece alla struttura di Saltocchio dove potrebbe essere realizzato un campo in sintetico). La concessione sarà triennale (con canone simbolico, poi da definire) e dietro una fideiussione di 50mila euro a garanzie del corretto utilizzo dello stadio. Intanto l'amministrazione con urgenza ha affidato incarichi professionali allo studio Archimede, Bellandi, ingegner Daniele Lucchese e Piattaforme Epa per oltre 45mila euro per verifiche e progetti per l'agibilità dell'impianto del Porta Elisa che presenta criticità sulla vulnerabilità statica e sismica.

I “competitori” interessati, salvo colpi di scena, sono due: il gruppo di Ninni Corda, ex direttore tecnico del Como, con l'immobiliarista italo-americano Massimo Nicastro e Roberto Felleca, con affari nel campo degli ascensori e delle case di riposo. A proposito di Nicastro rileverà il 30 per cento del Rimini (in C) e quanto pare poi tutto il pacchetto del club romagnolo entro il prossimo giugno. «Cosa cambia? Niente - assicura Corda - Nicastro potrebbe acquisire un 10-15 per cento, a prescindere da come finirà l’acquisizione del Rimini che è comunque in un'altra categoria. Ci sono altri imprenditori e siamo aperti a nuovi ingressi». Corda, affiancato dall’ex bomber Roberto Pruzzo e da Maurizio Barcellandi, in questi giorni ha avuto alcuni colloqui «con l'assessore allo sport Ragghianti, Moreno Micheloni, uno dei soci di minoranza della vecchia Lucchese e vice presidente di Lucca United, che si è reso disponibile a darci una mano per un accordo sul marchio (di proprietà dell’associazione Lucca United ndr), Massimo Santerini, accompagnatori del settore giovanile e l'addetto stampa Giacomo Bernardi. Abbiamo incontrato anche Vittorio Tosto che ha una bella struttura. Adesso che c’è il bando definiremo la parte relativa allo staff tecnico». In lizza anche la cordata lucchese di Bruno Russo e Mario Santoro, di cui fanno parte Daniele Deoma e altri ex giocatori rossoneri. Che per ora preferisce un basso profilo. «Abbiamo le idee chiare e stiamo formalizzando gli impegni con le aziende che sosterranno il progetto», ha commentato Santoro. —

Nicola Nucci

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