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IL FUTURO ROSSONERO  

Lucchese, la palla al sindaco per ottenere almeno la serie D

Luca Tronchetti
Lucchese, la palla al sindaco per ottenere almeno la serie D

Entro il 14 luglio manifestazione d’interesse per cercare di ricostituire la squadra rappresentativa della città. Romano a un passo dall’acquisto della Viterbese in C

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Le chiacchiere stanno a zero. L’imprenditore Marco Augusto Romano, 55 anni, dopo il mancato accordo con il GhiviBorgo che avrebbe consentito poi l’acquisizione della Lucchese e l’iscrizione alla D con la costruzione di una squadra competitiva guidata da Giancarlo Favarin, è a un passo dall’acquisizione della Viterbese Castrense dopo l’addio di patron Camilli. Una formazione che milita in serie C con sette calciatori sotto contratto e che potrebbe riportare in panchina un certo Giovanni Lopez, tecnico che con la Lucchese ha conquistato i quarti di finale dei playoff nella stagione 2016-17. Segno evidente e inequivocabile che l’imprenditore ciociaro se ha i mezzi per affrontare un campionato di C ne aveva anche per affrontarne uno di D a vincere. Ma ormai è inutile piangere sul latte versato. La pista Romano non è più percorribile e quindi adesso non resta che la manifestazione d’interesse da parte del primo cittadino nel tentativo di salvare il salvabile. Tradotto: consentire alla Lucchese si partecipare al massimo campionato dilettantistico, la serie D.

TERMINI E INTERESSE

L’articolo 52 delle Noif comma 10 parla chiaro. «In caso di non ammissione al campionato di serie A, B e di Divisione Unica-LegaPro il presidente Federale, Gabriele Gravina, d’intesa con il presidente della LND, Cosimo Sibillia, potrà consentire alla città della società non ammessa di partecipare con una propria società ad un Campionato della LND, anche in soprannumero, purchè la stessa società adempia alle prescrizioni previste dal singolo Comitato per l’iscrizione al campionato. Qualora fosse consentita la partecipazione al Campionato Interregionale o al Campionato Regionale di Eccellenza , la società dovrà versare un contributo alla Figc nel primo caso non inferiore a 300mila euro e nel secondo caso (Eccellenza) non inferiore ad 100mila euro. È facoltà del presidente, d’intesa con i vice presidenti della Figc con il presidente della Lega Dilettanti e con i Presidenti delle componenti tecniche stabilire un contributo superiore al predetto minimo». A questo punto il sindaco Alessandro Tambellini visto che l’acquisizione non è andata in porto, deve fare una manifestazione d’interesse pubblica chiedendo alla Figc la costituzione di una squadra rappresentativa della città. In sostanza serve un bando che entro il 14 dovrà essere presentato agli organi federali e nel giro di 10 giorni dovrà riscuotere l’interesse (non solo a parole, ma anche attraverso versamenti intanto della tassa d’iscrizione e della fideiussione che in tutta ammontano a 50mila euro) di singoli imprenditori, società o gruppi intenzionati a ricostituire la Lucchese. Evitando, possibilmente, di commettere gli errori del passato.

A VOLTE RITORNANO

Il sindaco dovrà impedire che possano avvicinarsi soggetti già visti in passato e con scarsa attendibilità e situazioni di opacità. Sembra infatti che, almeno telefonicamente, si sia fatto sentire per partecipare all’eventuale bando un «imprenditore» già visto a palazzo Orsetti. Di chi si tratta? Di Alessandro Nuccilli, titolare della Tecnoedil 2000 che nel marzo scorso si era diventato uno dei potenziali acquirenti della Lucchese che voleva rilevare attraverso una misteriosa società inglese. Sinceramente nutriamo forti dubbi. Chiunque si presenterà al bando dovrà aver chiaro che è necessaria una proposta trasparente. Il sindaco a questo punto potrebbe mettere sul piatto anche una proposta legata allo stadio Porta Elisa che necessita di lavori per 2-3 milioni di euro. Un progetto che preveda il rifacimento di alcuni settori, del manto erboso e di campi sussidiari con la creazione, per quanto possibile, di qualche esercizio commerciale. Un piano che necessita di tempo e pazienza, ma che ad oggi ci pare l’unico che - con il tempo - possa far ripartire il calcio a Lucca riconquistando il professionismo perduto. Il sindaco in questi giorni incontrerà l’imprenditoria locale per capire se ci sono spiragli per provare a ripartire dalla A dei dilettanti senza che la società possa essere affidata ad avventurieri (non era certo il caso di Marco Augusto Romano) venuti da lontano che alla fine sono interessati soltanto a speculazioni di varia natura. Tre settimane poco più per non vedere la vecchia Pantera sprofondare di nuovo in campionati regionali (leggasi Ancona, Treviso o Varese) o, ipotesi da non escludere a priori, di vedere il Porta Elisa vuoto per l’inattività del club (leggasi Legnano, Lanciano e Maceratese) nella stagione 2019-20. In fondo, dopo 3 fallimenti in 11 anni a prescindere dal colore dell’amministrazione in carica, serve una profonda riflessione all’interno di tutte le componenti. —

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