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Dai padri ai figli, la storia si ripete Il Mologno promosso in terza serie

Nicola Bellanova
Dai padri ai figli, la storia si ripete Il Mologno promosso in terza serie

Molti ragazzi della squadra attuale portano il nome dei giocatori che a metà degli anni ’90 scalarono i vertici dell’olimpo calcistico nazionale

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La storia si ripete e nel calcio ancora di più. Ma quello che è accaduto a Mologno, frazione sul Serchio barghigiano, popolata da appena 600 abitanti, ha davvero dell'incredibile. La squadra degli Amatori Mologno, ricreata nel 2017 dopo decenni di inattività, al secondo tentativo ha colto una meritatissima promozione in Terza Serie Aics, dando la scalata ai vertici del panorama provinciale.

I ragazzi terribili di mister Claudio Bindani, infatti, sono un marchio da esportare, e non solo per le gesta sportive. A metà degli anni '90, il Mologno Calcio dei vari Francesco Simonini, Francesco Bertoncini, Giuseppe Gavazzi e company arrivò nell'olimpo del calcio nazionale sempre nella Lega Aics, scalando a suon di vittorie e bel gioco tutte le fasi eliminatorie. E, proprio perché la storia si ripete, molti dei giovani molognesi che nella finale playoff di Nozzano hanno battuto il quotato FC Brugal con uno striminzito ma meritato 2-1, sono figli di quello squadrone che spadroneggiava sui campi di tutta la Penisola. O, comunque, sono figli d'arte di calciatori che all'epoca lasciarono le categorie Figc per andare negli amatori.

Il portiere Lorenzo Nesi (che vanta nel suo palmarès una vittoria del campionato Giovanissimi Provinciali col Fornaci di mister Salotti), ad esempio, è figlio di Riccardo, roccioso stopper del Mologno degli anni d'oro. I due fratelli Rossi, ossia l'altro portiere Andrea e il talentuoso attaccante Luca, hanno preso il dna di Roberto, forte centrocampista richiesto anche in categorie regionali, ed attuale viceallenatore del Mologno. I fratelli Simone e Angelo Brondi, poi, oltre ad essere figli di un ex arbitro Figc e Aics quale il famoso Iginio Brondi, hanno avuto anche il merito di "tallonare" amici e paesani per rinvedire i fasti di una società ed una squadra che ha fatto appassionare tutti.

E poi, i vari Rubicondo, Menichini, Catoni, Milone e gli altri, sono tutti ragazzi cresciuti nei vivai della zona. Nella partitissima di Nozzano, erano circa duecento i tifosi giunti dalla Mediavalle per seguire l'ultimo atto di una stagione tribolata, e conclusa come doveva finire. Il Mologno Amatori, la cui maglia e bandiera sociale ricorda il West Ham, ha espresso, con le dovute proporzioni, le caratteristiche degli "hammers": grande agonismo, piedi buoni, genio e sregolatezza.

La squadra ha giocato in casa al "Rony Stefani" di Ponte all'Ania, dove ha costruito le sue fortune. A cinque giornate dalla fine della regular season, Catoni e compagni erano saldamente primi in classifica, con ben 7 punti di vantaggio sulle inseguitrici. E, in un campionato quello Aics dove le vittorie valgono ancora due punti, era un patrimonio inestimabile da gestire. Invece, uno scriteriato finale di stagione, ha fatto sì di chiudere al secondo posto assoluto, alle spalle dello Spartak Fiano, salito in virtù della classifica avulsa. Smaltita la delusione, i playoff hanno riprodotto la macchina da gol e la difesa impenetrabile vista per buona parte della stagione: nella semifinale il doppio successo per 1-0 contro il forte Chiesina Uzzanese, e poi l'apoteosi di sabato 15 giugno, una data storica. Per tutto il paese, naturalmente, si è fatta festa per due giorni di fila, col Bar La Stazione (vera sede sociale degli Hammers) vestito a festa per accogliere la meritata sfilata. I ragazzi della società molognese, di cui è presidente Mauro Lunardi, non si sono ma persi d’animo e alla fine la promozione è arrivata. —

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