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Lucchese, senza l’acquisizione non ci potrà essere l’iscrizione

Luca Tronchetti
Lucchese, senza l’acquisizione non ci potrà essere l’iscrizione

Per la Lega la ricapitalizzazione può essere fatta soltanto dai tre vecchi soci  altrimenti è finita se Ferrando non rileva il 98% delle quote entro il 24 giugno

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Il tempo è tiranno. E sta per scadere. Ma la soluzione non si vede all’orizzonte. Inutile girarci intorno: l’avvocato Angelo Massone è preoccupato. Molto. «I soldi ci sono - dice al telefono - ma la Lega impedisce a Ferrando di versare il denaro nelle casse sociali per effettuare il ripianamento legato al rapporto P/A (sbilanciamento, la Lucchese non è nei parametri previsti e serve la ricapitalizzazione) che ammonta a 617mila euro con 300mila euro di perdite». Sul punto chiarisce meglio il commissario giudiziale Claudio Del Prete: «Questa operazione (intesa come ripiano del deficit) può essere fatta con un aumento di capitale, anticipo in vista di un aumento di capitale e prestito da parte dei vecchi soci».

Vale a dire Aldo Castelli, Moreno Micheloni e Città Digitali srl che vede come patron Arnaldo Moriconi (anche se figura Anca Moldovan).

Nessuno dei tre però ha la voglia la forza o la possibilità di effettuare quell’operazione. «A meno che - sottolinea il commercialista con studio a Porcari - Josef Ferrando dopo aver firmato il preliminare d’acquisto decida di compiere il passo formale e rilevi al costo di un euro la Lucchese prima della scadenza del 24 giugno. Soltanto in quel modo potrà versare immediatamente denaro sul conto corrente dedicato della società. Altrimenti devono farlo i vecchi soci trovando poi un accordo con il nuovo acquirente».

Sul punto l’avvocato Massone non è affatto convinto: «Ma si rende conto? - prosegue al telefono - Se il mio assistito versa quella cifra sul conto e poi non ci iscriviamo perde tutto. E poi, guardi, ci sono altri problemi. Quali? La rateizzazione delle cartelle esattoriali per un importo di 6-700mila euro (da dati in nostro possesso erano 500mila euro, ma poco importa). Era iniziata la procedura che poi da gennaio è stata interrotta e quindi è decaduta. Sono state rimesse a ruolo e passate ad Equitalia e dobbiamo metterci in pari. E il campo alternativo al Porta Elisa? Dobbiamo cercarcelo perché il Comune al di là delle parole per ora non si è speso per trovarci un campo alternativo. E poi ancora non ci sono state le fatture e nemmeno la rendicontazione legata alla legge Melandri con cui dovrebbe avere 100mila euro. A parole tutti ci vogliono aiutare, nei fatti poi ritardano il nostro lavoro, che è già difficoltoso. Fortunatamente il commissario giudiziale ci segue con molta professionalità e grande competenza. Ripeto: gli adempimenti da compiere sono tanti e l’impresa, ogni giorno che passa, è davvero più difficile». Per quanto riguarda lo svincolo del denaro provento della legge Melandri (contributi a pioggia dalla serie maggiore a quelle minori) il dottor Del Prete è decisamente più fiducioso: «Ho telefonato in Lega Pro e mi hanno detto che stanno completando la rendicontazione. Da quanto mi risulta la cifra dovrebbe avvinarsi ai 150mila euro. Logicamente non sono sufficienti per sistemare i conti della Lucchese. Ne servono ancora da 450 ai 550mila. Io per indole e per carattere non getto la spugna sino a quando non ci sono più speranze. Ma una cosa è certa: se il 24 la Lucchese non s’iscrive in Lega Pro dovrà recarmi in tribunale e riferire al giudice delegato». Più chiaro di così... —

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