Ferrando, tra mistero e ottimismo sul futuro
Il presunto acquirente non dà dettagli sulla sua attività ma si dice pronto a investire. «Mi presento dopo l’iscrizione»
LUCCA. Poche parole sulla sua attività e il piano di salvataggio. Josef Ferrando si limita a confermare l'intenzione di acquistare da Aldo Castelli, al prezzo simbolico di un euro, il 98% delle quote (l’1% resterebbe a Città Digitali, ovvero Arnaldo Moriconi, e l’altro 1% a Moreno Micheloni). A oggi l’imprenditore di origini lucchesi residente a Borgo a Buggiano ha firmato un preliminare e la trattativa sarebbe condizionata all'effettiva iscrizione al campionato a cui provvederebbe lo stesso Ferrando, accollandosi anche i debiti della passata gestione, inserendosi nella procedura concordataria. E soltanto dopo l'iscrizione si presenterà alla città e ai tifosi.
Del trentottene manager che opera nel settore delle materie plastiche e gommose si sa poco, così come l’ attività che svolgeva prima del 2017 quando ha iniziato l’attività imprenditoriale. A quanto pare bruciando le tappe arrivando, secondo quanto dichiarato dall’avvocato Massone e confermato dallo stesso imprenditore, ad un fatturato annuo di 40 milioni.
Ferrando, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione, risponde con gentilezza e accento toscano. Ottimista sulla possibilità di iscrivere la Lucchese al campionato di serie C. Ermetico però sulle mosse future. Al cronista de Il Tirreno per dice di rivolgersi all’avvocato Angelo Massone e a Enrico Ceniccola che è anche il suo commercialista. E proprio due delle società hanno sede allo studio dell’ex guardalinee e consulente (dimissionario) dell’ancora proprietario rossonero Castelli. «Confermo che rilevo la Lucchese, ma rapportevi con l'avvocato Massone per ogni dettaglio» ha detto Ferrando che spiega come la «voglia di provare un’esperienza nel calcio e la sua lucchesità di nascita» l'hanno spinto verso la Lucchese a cui è «legato sentimentalmente, anche se vivo da tempo in Valdinievole. Il calcio mi è sempre piaciuto, ho giocato a livello amatoriale e simpatizzo sin da piccolo per la Roma e ovviamente per la Lucchese». La sua attività si concentra «soprattutto all'estero nel settore materie plastiche» taglia corto Ferrando che sull'iscrizione si dice fiducioso, «altrimenti non mi sarei esposto». Progetti futuri sullo stadio? «Abbiamo tante idee e non escludiamo anche lo stadio, ma adesso non voglio aggiungere altro. I tempi stringono». Se diventerà il nuovo padrone della Lucchese (al suo fianco, ma solo come sponsor, ci sono altri imprenditori con interessi tra Lucca e Pistoia) è intenzionato a confermare il diesse Antonio Obbedio e mister Favarin. «Una conferma meritata dopo una grande impresa».
E a proposito degli altri imprenditori lucchesi l'avvocato Massone lancia una sorta di ultimatum. «Ho parlato con la Covisoc e la Lega Pro trovando collaborazione verso un progetto serio per rilanciare la Lucchese. Dobbiamo fare presto. I tempi per l'iscrizione sono strettissimi, aspettiamo fino a lunedì per chiudere e anche gli imprenditori lucchesi che hanno garantito il loro sostegno devono farsi concretamente avanti. Non nascondo che ho la sensazione che qualche entità spera di ripartire dalla D, ma un terzo fallimento sarebbe rovinoso per la città».
Intanto la Lega Pro ha proclamato lo stato d'agitazione per mancate risposte sulla “defiscalizzazione” per i club che servirebbe per fare «investimenti nelle strutture e formazione di giovani calciatori» dice il presidente Ghirelli. In dubbio la data d'inizio del campionato. —
Nicola Nucci
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