Il Tirreno

Lucca

Sarà determinante per il futuro del club la possibilità di evitare la multa da 350.500 euro

Luca Tronchetti
Sarà determinante per il futuro del club la possibilità di evitare la multa da 350.500 euro

Notte fonda se il Collegio di Garanzia dello Sport non accoglierà la richiesta del legale della Lucchese di annullare l’ammenda

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C’è una sottile linea rossa che potrebbe portare spiragli positivi alla crisi della Lucchese. E passa dall’accoglimento, almeno parziale, dei motivi del ricorso presentato dal legale dell’As Lucchese Libertas 1905 al Collegio di Garanzia dello Sport al Coni di Roma (presidente l’ex ministro degli Interni, Franco Frattini) avverso alla sentenza del Tribunale Federale e della Corte d’Appello Federale legata alla fideiussione (sia Finword che Cig Pannonia). Il nodo cruciale da sciogliere è il pagamento della maxi ammenda da 350.500 euro. Che poi è la richiesta in via subordinata della Lucchese in relazione alla validità della polizza fideiussoria magiara. Una soluzione che salverebbe capra e cavoli. Perché se, per ipotesi, il Collegio di Garanzia (la Cassazione del calcio) dovesse accogliere i motivi del ricorso con annullamento integrale della sentenza impugnata e, per l’effetto, annullare le sanzioni comminate a carico della ricorrente, la Lucchese in via principale si vedrebbe restituire gli 8 punti, oltre logicamente ai 350.500 euro, e la classifica sarebbe completamente stravolta. Il Cuneo, terzo interessato al procedimento, chiederebbe automatica di rigiocare lo spareggio con l’Albissola che, a quel punto, sarebbe giunta alla spalle della Lucchese. Un guazzabuglio senza uguali a pochi giorni dal termine perentorio per l’iscrizione in C. Nel caso di assoluzione conviene a tutti - Lucchese e Lega di C - che non si metta alla classifica, ma che si limiti ad annullare il pagamento dell’ammenda. A detta dello stesso legale dell’As Lucchese Libertas 1905, avvocato Angelo Massone, quella somma tornata nella disponibilità del club sarebbe utilizzata in toto per pagare parte di stipendi e F24 ai calciatori nei mesi che vanno da gennaio a maggio. Ma se il terzo grado di giudizio conferma quanto già sostenuto dal Tribunale Federale e dalla Caf, allora le speranze di iscrizione in C si riducono al lumicino. Evidentemente chi è interessato a rilevare il 98% delle quote dall’ex odontotecnico romano Aldo Castelli ha disponibilità ridotte e limitate e senza uno sblocco dei conti e quindi delle risorse non potrebbe sostenere lo sforzo di un piano concordatario con i creditori sotto l’egida del giudice delegato e del tribunale fallimentare. D’altronde, sempre da ambienti romani legati alla maggioranza delle quote, era emersa la possibilità di chiedere ai giocatori una dilazione nel pagamento degli stipendi degli ultimi sei mesi. Ma per ottenerla serve, oltre al placet scritto dei calciatori, anche l’okay della Lega di C. Che dubitiamo essere tenere nei confronti di chi, come la Lucchese, non ha rispettato le regole nel corso della stagione appena conclusa.

L’ATTESA

Entro stasera gli imprenditori lucchesi dovranno svelare la loro identità. L’avvocato Massone è stato chiaro: mercoledì chi ad oggi ha manifestato il suo interesse dietro le quinte deve uscire allo scoperto. Un’attesa ricca di perplessità. Ci chiediamo perché nessuno, sino a ieri, si sia fatto avanti per evitare alla Lucchese sei mesi di sofferenze ai calciatori e allo staff che, nonostante i mancati pagamenti, hanno compiuto un cammino straordinario. Intanto il commissario giudiziale Claudio Del Prete ha ricevuto risposta da uno dei legali della Lega di C, l’avvocato fiorentino Francesco Bonanni. «Dalla sede della Lega stanno completando il quadro di crediti e debiti del club. Servono ancora 2-3 giorni perché la fatturazione si era interrotta per problemi di natura gestionale e quindi occorre una correzione dei conti per avere con esattezza estrema il totale del dare e dell’avere. Una cosa la posso affermare con franchezza: quella multa da 350.500 è la spada di Damocle dell’operazione. Se la Lucchese sarà costretta a pagarla si bruceranno tutte o la stragrande maggioranza delle risorse legate al minutaggio e alla contribuzione federale. Il tempo stringe anche per al 24 giugno mancano meno di 10 giorni se non consideriamo i week end».

Una cosa è certa: a stamani alle 8 nessun personaggio interessato si era manifestato davanti al commissario giudiziale Claudio Del Prete o al giudice delegato Giacomo Lucente. —

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di Redazione web