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Lucca

Il cuore oltre l’ostacolo Lucchese al Ventura per restare in serie C

NIcola Nucci
Il cuore oltre l’ostacolo Lucchese al Ventura per restare in serie C

I rossoneri sono giunti all’ultimo atto di una cavalcata eroica e irripetibile  Favarin: i ragazzi hanno dimostrato di meritare la salvezza fuori e dentro il campo

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L’ultimo ostacolo. La Lucchese al “Ventura” di Bisceglie si giocherà un’intera stagione. Una gara da dentro o fuori, salvezza in C1 o retrocessione in D. Una squadra “eroica” arrivata alla finale playout senza una società alle spalle, con 25 punti di penalizzazione e navigando in un mare di problemi quotidiani. Protagonisti di una straordinaria avventura sportiva e umana, dopo una lunga cavalcata, la squadra rossonera è a un passo dal traguardo. Contro la formazione pugliese ci sono due risultati su tre, una vittoria o un pareggio. Una sconfitta con un gol di scarto non basterebbe (a differenza di Cuneo), ma si andrebbe ai supplementari e alla eventuale serie dei rigori. Un’ulteriore fatica che Bortolussi e compagni vogliono evitare.

Come hanno detto a chiare lettere il tecnico Giancarlo Favarin e il vice Giovanni Langella alla vigilia dal ritiro in provincia di Bari a due passi dall’aeroporto di Bari Palese. «Siamo giunti all’ultimo capitolo di questa stagione incredibile, sotto tutti i punti di vista. Sappiamo di andare a giocarci tutto: gloria, storia, onore e soprattutto una salvezza che questi ragazzi hanno dimostrato di meritare alla grande, sul campo e fuori».

Niente calcoli, Favarin imposterà la «partita per vincerla, mantenendo un equilibrio ma anche un atteggiamento propositivo per tutta la durata del match. Troveremo un ambiente caldo e una squadra che darà l’anima per evitare la retrocessione. Dobbiamo essere bravi a contenere i loro attacchi e la loro foga». Rosa quasi al completo a eccezione di Gabbia impegnato nei quarti di finale del mondiale under contro il Mali, Tavanti mai utilizzato e Greselin, la cui stagione è finita già dal qualche settimana. Tutti gli altri sono abili e arruolabili anche se alla fine le scelte sono quasi scontate avendo un organico ridotto all’osso.

«A parte Gabbia e Greselin abbiamo tutta la rosa a disposizione e possiamo valutare diverse soluzioni tattiche anche a partita in corso». Dunque Falcone tra i pali, Lombardo, De Vito, Martinelli e Favale in difesa Zanini, Juan Mauri e Provenzano in mediana, Bortolussi a supportare Sorrentino e Di Nardo là davanti.

La chiave del match

Una partita da vincere soprattutto a livello mentale. La squadra che scenderà al Gustavo Ventura dovrà avere motivazioni, grinta e attenzione fino alla fine. Anche la capacità di reagire senza drammi ad un eventuale gol del Bisceglie. Atteggiamento tattico più prudente ma senza rinunciare alle prerogative della Lucchese costruita per fare gioco e attaccare. Impostare una gara troppo difensiva potrebbe rilevarsi controproducente. Anche per mettere timore alla squadra di Vanoli. La rete di Sorrentino concede un vantaggio minimo che tuttavia potrebbe risultare decisivo alla fine del doppio confronto.

L’arma in più

Sono loro, i tifosi. «Ho saputo che molti si stanno organizzando per venire in Puglia in ogni modo. Questo deve riempirci di orgoglio e caricarci ancora di più. Dobbiamo ripagare questo immenso affetto con un’ultima prova all’altezza. L’obiettivo è a un passo, non deve sfuggirci». La Lucchese è arrivata all’ultimo atto dopo avere eliminato il Cuneo vincendo sia all’andata (2-0) che al ritorno (1-0). E non subisce gol da quattro gare, l’ultima giornata della stagione regolare col Pontedera, le due semifinali playout e l’andata col Bisceglie. Più complicata e sofferta la qualificazione dell’undici nerazzurro, sconfitto 2-1 dalla Paganese, ribaltato al ritorno in Puglia per 4-3. La Lucchese solo in otto gare non ha segnato fuori casa e quattro volte è finita 0-0. Il Bisceglie ha spesso stentato (-19 tra gol fatti e subiti) e segnato poco, da febbraio però ha perso solo col Rieti, fermando sul pari Trapani e Juve Stabia. Il calcio però non è una scienza esatta. E gare come gli spareggi salvezza si giocano su tanti fattori e sul filo della tensione. Per il duo Favarin-Langella, che sono ex di turno avendo allenato il Bisceglie nel 2013, c’è anche la voglia di rifarsi del playout perso l’anno scorso quando allenavano il Gavorrano. La Lucchese punterà anche sull’esperienza di chi gli spareggi-salvezza li ha già vinti, Martinelli e Zanini. Adesso serve l’ultimo graffio della Pantera. Quello per restare in C1. —

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