Gioco
Langella-Favarin, un binomio nato nel 2013 al porticciolo di Bisceglie
La sfida che vale una stagione nella città che segnato l’inizio dell’avventura professionale dei due allenatori-amici
Tutto è nato in quel porticciolo di Bisceglie. Una città che sembra scritta nel destino di Giovanni Langella che torna nella cittadina pugliese dove ha conosciuto Giancarlo Favarin, condivivendo con lui sette stagioni e sostituendolo in panchina per cinque mesi e conducendo la Lucchese alla finale playout.
«Il nostro splendido rapporto di amicizia e collaborazione è nato nel 2013, una sera sul porticciolo di Bisceglie ed è stata subito intesa - racconta il tecnico napoletano - avevo 38 anni e da poco concluso la mia carriera da calciatore nel Martina Franca, altro club pugliese. Ero il secondo di Leonardo Bitetto e nell’ottobre dopo le sue dimissioni la squadra passò temporaneamente a me prima dell’arrivo di Favarin che arrivò senza il suo staff che si era già impegnato. L’attuale patron Nico Canonico voleva un tecnico di polso. Giancarlo mi disse se volevo fare il suo secondo e dargli una mano per risollevare la squadra terz’ultima in classifica. Quella chiaccherata sul lungomare di Bisceglie ha segnato la svolta della mia vita perché ho conosciuto Giancarlo ed è nata la mia avventura da allenatore. Tra noi c’è piena sintonia e un’amicizia speciale. La stagione non andò bene, ma dopo l’esonero a Bisceglie l’ho seguito in tutte le sue esperienze e siamo tornati ancra in Puglia ad Andria, stavolta vincendo un campionato dalla D alla C».
Langella ricorda la sua parentesi nella squadra nerazzurra. «La città è molto bella c’è un ambiente sano e serio, si lavora tranquilli. La Puglia è calda come tifo, ma Bisceglie si distingue: non è passionale come altre piazze e i tifosi non sono tantissimi, ma comunque fedeli e appassionati».
Sei anni dopo al “Ventura” la Lucchese si gioca la permanenza nel calcio che conta. I rossoneri dovranno difendere con gli artigli l’1-0 dell’andata firmato Sorrentino. «Sarà una gara dura, il Bisceglie è molto più casalingo e non sono ammesse distrazioni. Mi aspetto una una gara più aperta, ma che affronteremo col piglio giusto. Mentalmente è normale essere un po’ stanchi, sono due notti che non dormo. Ma è l’ultima tappa e vogliamo arrivare in fondo al traguardo dopo una lunga cavalcata e ben due playout. Per noi e i tifosi. Si giocherà molto sui nervi e la concentrazione».
Il vice di Favarin è maturato da questa esperienza. Non era facile rilevare il “titolare” in un momento delicato sotto l’aspetto mediatico dopo l’ormai famosa testata al vice allenatore dell’Alessandria. «Sono cresciuto molto da questa stagione» dice Langella che svela un fioretto fatto con tutto lo staff. «Per scaramanzia lo diremo solo dopo la partita, sperando di poterlo fare perché vorrebbe dire che saremo salvi».
Ieri i rossoneri hanno osservato un giorno di riposo. La preparazione in vista della gara di Bisceglie inizierà oggi pomeriggio al Porta Elisa.
Per quanto riguarda la tifoseria al seguito della Lucchese in Puglia sono già stati allestiti due pullman e molti tifosi si mobiliteranno con le macchine. —
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