Il Tirreno

Lucca

LO SPAREGGIO SALVEZZA 

Lucchese, due vittorie in più del Bisceglie nella regular season

Nicola Nucci
Lucchese, due vittorie in più del Bisceglie nella regular season

Guardando ai numeri non ci sarebbe partita tra rossoneri e nerazzurro stellati L’età media è leggermente più alta tra le file dei pugliesi guidati da coach Vanoli  

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LUCCA. Ancora una volta la Lucchese dovrà sfruttare il fattore campo nella gara di andata. È successo col Cuneo e sarà così anche con il Bisceglie sabato al Porta Elisa nel primo spareggio-salvezza. Partire con una vittoria sarebbe una spinta propulsiva per affrontare la sfida di ritorno in Puglia una settimana dopo. E come con il Cuneo una larga vittoria sarebbe un’ipoteca per gara 2, considerando che a parità di gol complessivi segnati (non valgono i gol in trasferta) saranno disputati due tempi supplementari e (eventualmente) i calci di rigore.

ALLO SPECCHIO

Se contassero i numeri e il tifo non ci sarebbe quasi partita: 7 vittorie (più quella ai playout con la Paganese), 11 pareggi (sei per 0-0) e 19 sconfitte subite dal Bisceglie, 19 in campionato ed una all’andata con la Paganese poi ribaltata al ritorno. La Lucchese ha ottenuto una qualificazione netta, vincendo sia all’andata che al ritorno. Più sofferta per il Bisceglie che ha conquistato la finale playout grazie al miglior piazzamento in classifica. I rossoneri in casa hanno un bilancio di 6 vittorie, 8 pareggi e 5 sconfitte. In trasferta 3 vittorie, 10 pareggi e 5 ko. I nerazzurri pugliesi sul campo amico hanno ottenuto 6 vittorie, 8 pareggi e 4 sconfitte, fuori casa solo un successo e 3 pareggi, poi 14 ko. La Lucchese ha una rosa di 22 elementi, con un’età media di 23,3. La rosa del club pugliese è di 29 calciatori e un’età media di 23,5. Gli stakanovisti rossoneri sono il portiere Vladimiro Falcone e il laterale Mattia Lombardo che non hanno perso una gara. Nel Bisceglie il «duracel» è Toni Markic, 33 presenze e 2900 minuti. Anche sul piano del tifo il divario è evidente con la Lucchese che ha una media spettatori in casa di 1100 (sabato saranno più del doppio), il Bisceglie di 600 superando quota mille con la Paganese.

IL MARE E LE MURA

Una sfida, numericamente parlando, tra la città dell’arborato cerchio e delle cento chiese (90.428 abitanti) contro la cittadina pugliese bandiera blu (60mila abitanti) dell’Adriatico. Anche la tradizione e la bacheca pende dalla parte dei rossoneri (la serie A, 9 anni di fila in B e la conquista di una Coppa Italia di C), mentre il club nerazzurro che ha per simbolo una stella bianca e una quercia, rifondata nel 1998, è tornata in C nel 2017 dopo oltre 50 anni, dopo tanti campionati di serie D e qualche puntata in C2.

DAL CAMPO

Secondo giorno di preparazione in vista del match di andata della finale play out per i rossoneri. Al Porta Elisa si è rivisto De Feo che la scorsa settimana aveva accusato un problema. Favarin e Langella sembrano orientati a confermare l’undici di Cuneo, anche se rientra Bernardini a centrocampo. Scontato l’impiego di De Vito in difesa al posto di Gabbia ai mondiali con la Nazionale U20. Intanto Emanuele Belviso, direttore sportivo del club pugliese, è tornato dai microfoni di Radio Centro Bisceglie, ha smorzato le dure parole nei del presidente del club pugliese Nicola Canonico nei confronti della Lucchese. «Conosco bene Obbedio, mi ha chiamato a proposito delle parole di Canonico. Loro hanno i loro debiti, entro il 24 giugno va poi presentata la fidejussione per l'iscrizione del campionato. Le parole del presidente sono rivolte a tutto il sistema. Un conto è parlare di rispetto verso i calciatori, un altro di rispetto delle regole». —

Nicola Nucci



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