Il Tirreno

Lucca

LA SFIDA SALVEZZA 

Lucchese, gara uno è in programma sabato alle 20,30 allo stadio Porta Elisa

Nicola Nucci
Lucchese, gara uno è in programma sabato alle 20,30 allo stadio Porta Elisa

Il diesse Obbedio chiede al Comune di ampliare la capienza «Serve l’aiuto del sindaco per ampliare la curva Ovest»

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LUCCA. Si gioca sabato alle 20.30 al Porta Elisa la prima gara della finale play out contro il Bisceglie. Il ritorno in Puglia sabato 8 giugno sempre alle 20.30. A differenza della sfida col Cuneo la salvezza, in caso di parità a termine dei due match, sarà decisa dai tempi supplementari e calci di rigore. Una doppia sfida da prendere con le molle, ma Bortolussi e compagni sono decisi ad arrivare fino in fondo per mantenere la categoria, almeno sul campo. «Il calendario è indifferente, abbiamo superato tante avversità - ha detto a caldo il direttore sportivo Antonio Obbedio - sono cinque mesi che giochiamo senza un domani e vogliamo completare l’imprea, per orgoglio personale e una tifoseria che non ci ha mai lasciato soli. Un gruppo che da cinque mesi non prende un euro dove tutti stiamo anche svolgendo altri ruoli, come occuparsi del magazzino o del prato dello stadio». Da capire se sarà concesso un ampliamento della curva Ovest viste le richieste di biglietti. «Ci stiamo muovendo con le autorità, spero che ci sia buon senso come a Pisa e Arezzo dove i primi cittadini si sono attivati. Mi attendo un pubblico delle grandi occasioni» ha detto il ds.

GABBIA OUT

Sicuramente non ci sarà il difendore Mattia Gabbia, titolare con la Nazionale ai Mondiali Under 20 in Polonia. L'Italia ha battuto 1-0 l'Ecuador, una delle favorite, e ha staccato con un turno di anticipo la qualificazione per gli ottavi. La presenza del difensore in prestito dal Milan nel secondo match in Puglia dipenderà dal cammino azzurro. «Partiremo due giorni prima in pullman - dice il ds rossonero - e sono sicuro che i 500 tifosi di Cuneo ci sosterranno anche in Puglia nonostante la trasferta sia lunga e costosa. Bisceglie non è un ambiente infuocato nel panorama pugliese, ma per i playout si sono avvicinati e con la Paganese c’erano quasi 2 mila spettatori». Poi una frecciatina al presidente nerazzurro Nicola Canonico che in diverse interviste ha ritenuto «ingiusto» fare incontrare il suo Bisceglie, in regola con i pagamenti, contro una squadra «già fallita». Obbedio precisa (ma anche il Tirreno lo aveva fatto nell’edizione di lunedì): «Intanto la Lucchese non è fallita, come ha confermato il tribunale concedendo il concordato preventivo in bianco. Sul monte ingaggi basta guardare quanto è stato depositato in Lega, e il dato è pubblico. Senza dimenticare che il Bisceglie a gennaio ha preso almeno cinque giocatori, noi invece ne abbiamo dati via altrettanti portando soltanto Di Nardo per gentile concessione della Samp. Il Bisceglie è una squadra di categoria e può stare più serena sotto l'aspetto societario».

IL TERMOMETRO

La Lucchese è in serie positiva da quattro gare, pareggio con l’Albissola e tre vittorie di fila, Pontedera nell’ultima giornata della regular season e il doppio successo nella sfida playout col Cuneo. Due soli ko nelle ultime otto gare. L’ultima sconfitta il 18 aprile in casa col Piacenza. Il Bisceglie invece è reduce da due vittorie, un pari e cinque ko nelle ultime otto gare, compreso l’andata dei playout a Pagani ribaltato con il 4-3 del ritorno e il passaggio del turno solo grazie al miglior piazzamento finale in classifica. Anche nei punti finali, sia pure in due gironi differenti, la Lucchese ha fatto 47 punti sul campo contro i 32 della formazione pugliese anch’essa penalizzata di 3 punti.

LA CURIOSITÁ

A Cuneo anche i giornalisti sotto sotto tifavano Lucchese. Accanto alla nostra postazione c’era Lamberto Giusti, classe 1958, ex addetto stampa del Cuneo, giornalista tv, radio e on line è di origini lucchesi. Il padre militava delle giovanili rossonere negli anni Cinquanta e fu inviato in prestito militare a Cuneo dove trovò l’amore e si trasferì. «Mio zio - dice - era il popolare Luciano “Pateme” Giusti, classe 1926, che giocò in A nella Lucchese, nella Fiorentina e nel Padova. Un ottimo giocatore che fosse stato più continuo avrebbe indossato la maglia azzurra. Io sono di Cuneo, ma un pezzo del mio cuore è a Lucca». —

Nicola Nucci

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