Attenzione
Obbedio sa bene come si vincono i playout
Nel 1997 da calciatore con la maglia dell’Alzano conquistò la salvezza in C1 nel doppio confronto con la blasonata Spal
«Niente è impossibile». Lo slogan di un famoso marchio sportivo sembra calzare a pennello per la Lucchese. Indomita, tenace e con un pizzico di follia. Il direttore sportivo Antonio Obbedio vuole arrivare fino in fondo al traguardo della salvezza. «Ci dicono che non abbiamo nulla da perdere, ma non è vero e dopo essere arrivati ai playout con un piccolo capolavoro, navigando in mezzo ad una tempesta, vogliamo continuare il cammino. Questione di orgoglio e di gratificazione personale, visto che non sappiamo quale sarà il futuro della società rossonera. Del resto, senza i punti in meno, saremmo a disputare i playoff. Sono fiero di essere il direttore sportivo di questa squadra».
D’altronde Antonio Obbedio sa come ci si può salvare ai playout pur non avendo dalla tua il vantaggio campo ed essendo costretti a vincere almeno una delle due sfide. «Stagione 1996-97, serie C1. Io giocavo da centrocampista nell’Alzano guidato dal compianto Oscar Piantoni. Giungemmo al sedicesimo posto in campionato e disputammo lo spareggio salvezza con la blasonata Spal che si era piazzata quindicesima. Con due pareggi gli estensi si sarebbero salvati. All’andata sul nostro campo (il Pesenti Pigna) la partita finì a reti bianche. Avremmo dovuto vincere al Mazza di Ferrara per conquistare la permanenza in categoria. Ci davano per spacciati. Invece vincemmo per 2-1 con reti del bomber Ferrari e del trequartista Sanfratello. E in C2 finì la Spal. Per questo sostengono che i playout sono partite che sfuggono alla logica. Durano oltre 180 minuti e non si può dar nulla di scontato perché nel doppio confronto anche se in gara 1 le cose non vanno per il verso giusto, c’è sempre la possibilità di rimediare in gara 2».
In questi giorni Bortolussi e compagni ricaricano le batterie dopo essere arrivati spremuti e stanchi alla fine, con una rosa ridotta all’osso e lo sforzo per centrare gli spareggi-salvezza. «Siamo un stressati a livello psicologico dopo un’annata tormentata e sul piano fisico abbiamo qualche acciaccato come Provenzano, Isufaj rientrato da poco e Gabbia in Nazionale, ma a disposizione per la gara 1 con il Cuneo grazie alla disponibilità del Milan e della Figc. Purtroppo non ci sarà al ritorno. Ma sono sicuro che l’aspetto mentale colmerà questo gap e la squadra arriverà carica alla gara di sabato sapendo che dobbiamo vincere, come del resto abbiamo cercato di fare dalla prima giornata con il fardello della penalizzazione». Per essere sicura della qualificazione la Lucchese deve conquistare una vittoria e un pari o vincere con due gol di scarto una delle due gare in caso di parità di risultati. «Il Cuneo è una squadra sbarazzina, votata all’attacco, ma i playout sono una gara di grande tensione nervosa e contro il Pontedera abbiamo avuto un antipasto di questa tensione emotiva. Sarà una bella gara, aperta, tra due squadre costruite per salvarsi, ma che con i punti sul campo avrebbero preso parte ai playoff. Sarebbe importante partire col piede giusto in vista del ritorno per andare ancora avanti». Un Falcone strepitoso e Zanini in grande crescita nel finale. L’arma in più è il pubblico rossonero. «Sono la parte trainante insieme allo spogliatoio: questa grande partecipazione del tifo e della città che ama i colori rossoneri ci ha fatto arrivare fino ad oggi ». —
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