Gioco
Lucchese, la partita di domani si gioca nella aule di tribunali
Fissata l’udienza prefallimentare: se la società presenta istanza di concordato il giudice deciderà solo entro 7-10 giorni. Possibile la presenza del procuratore
Dal campo alle aule di giustizia. Per la Lucchese inizia un'altra settimana di passione. Ma, salvo colpi di scena peraltro sempre possibili, domani in tribunale si deciderà di non decidere. Se, come pare possibile anche se non c'è ancora un deposito di atti in tal senso, il legale di Aldo Castelli che detiene il 98% delle quote dell'As Lucchese Libertas 1905 presenterà la richiesta di concordato preventivo in bianco, il giudice delegato Giacomo Lucente si riserverà di riferire al collegio giudicante del tribunale fallimentare presieduto da Giulio Giuntoli e prenderà un po' di tempo (7-10 giorni) per studiare le carte.
Uno scenario decisamente plausibile a meno di un diverso parere del pubblico ministero. All'udienza infatti prenderà parte la procura forse rappresentata dal procuratore Pietro Suchan. Perché al di là delle chiacchiere l'istanza di fallimento del club é stata presentata dalla procura e la messa in mora da parte degli stessi calciatori che risale a metà marzo (dopo il mancato pagamento di stipendi e contributi da parte della proprietà della Lucchese) è solo un elemento rafforzativo (assieme ai decreti ingiuntivi) dell'ipotesi alla base dell'udienza fallimentare: la decozione della società sportiva. Intendiamoci, come sostiene Enrico Ceniccola - il commercialista, consulente, factotum di Aldo Castelli ed ex guardalinee di serie A nell'orbita Moggi - il giudice delegato è obbligato per legge ad accettare il concordato preventivo con riserva che consente il congelamento dei decreti ingiuntivi e la possibilità di presentare entro 60 giorni un piano concordatario.
A meno che la procura, attraverso gli accertamenti delegati alla Guardia di Finanza, non abbia già in mano le carte per configurare un reato di distrazione che porti dritto ad un'ipotesi di bancarotta o di altro gra. Se così fosse la logica conseguenza sarebbe il fallimento e la nomina di un curator. Altrimenti si apre una strada, quella del concordato, che prevede tempi lunghi e incertezze con logiche ripercussioni sul piano sportivo. Le modifiche legislative introdotte nel 2012 e nel 2013 prevedono che chi chiede il concordato in bianco depositi i bilanci degli ultimi tre anni e l'elenco nominativo dei debitori e dei debito riservandosi di presentare la proposta, il piano e ulteriore documentazione entro i 60 giorni (14 luglio?) termine minimo stabilito dal giudice. Obiettivo del club é duplice: bloccare l'esecutivita dei decreti ingiuntivi (96mila euro con il Comune, oltre 40mila con uno studio professionale, altri con fornitori) e cercare un accordo per la ristrutturazione del debiti. Il tribunale di contro potrà nominare un commissario giudiziale affinché vigili sull'attività della Lucchese sino al deposito del piano concordatario.
Ma sul piano sportivo quali sono le ripercussioni? Per mantenere la categoria - al di là della salvezza da conquistare sul campo - entro il 25 giugno è necessario versare 6-700mila euro per pagare stipendi e contributi da gennaio a maggio, ricevere l'okay al concordato attraverso ristrutturazione del debito con l'Erario stimato in 500mila e con i fornitori oltre ad avere non solo l'autorizzazione a giocare al Porta Elisa, ma anche il progetto per il potenziamento dell'impianto di illuminazione dello stadio secondo le esigenze della lega di C. Molto molto difficile. Il guaio è che la società corre il rischio di non iscriversi nemmeno in serie D e di perdere la possibilità che eventuali acquirenti decidano di farsi avanti. Tutto questo mentre il Matera - radiato perché non sceso in campo per 4 partite - ha già costituito una nuova società ed è pronta ad iscriversi in soprannumero alla serie D versando 150mila euro. —
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