Gioco
Luna Carocci tenta il bis Scudettata in Germania ora si gioca il titolo in Francia
LUCCA. La globetrotter Luna Carocci ha portato il suo talento in giro per l’Europa incarnando diverse culture dall’Azerbaijan, alla Romania, dalla Germania alla Francia, giocando senza mollare mai, facendo conoscere il suo valore, dando spettacolo con il suo perfetto bagher e gestendo bene la pressione per il ruolo che occupa (libero), nel quale qualsiasi errore passa sotto la luce dei riflettori. A 30 anni ha raggiunto l’apice della carriera e dopo aver vinto lo scudetto con il Schwerin in Germania nella passata stagione, potrebbe fare il bis con RC Cannes che ha eliminato Le Cannet domenica in gara 3 al Palavittorie, con un secco 3-0. Domani sera alle 20 al Saint Joseph 2 di Nantes la finale 1 contro le biancoblù della presidentessa Monique Bernard. Il ritorno sabato alle 20 al Palavittorie della città del cinema, dove, in caso di necessità, si svolgerebbe eventualmente gara 3 domenica alle 17. «Sto vivendo una bella parentesi sportiva della mia carriera – dice la globetrotter di Antraccoli – cercando di contribuire a riportare lo scudetto alla città della Croisette dove manca da quattro anni. Contro il Nantes ritrovo, anche se da avversaria, la palleggiatrice finlandese Kaisa Alanko, mia compagna di squadra la scorsa stagione allo Schwerin».
Una carriera lungimirante, iniziata da bambina con la Pantera Lucca. Cosa ricorda di quegli anni? «Il rapporto di stima e sinergia con Massimiliano Ragghianti e soprattutto coach Andrea Marselli. La mia è stata ed è una passione rovente. Da bambina mi rifugiavo al Palamartini e se non avessi scaraventato su quelle mura milioni di bagher oggi non sarei qui. Ricordo tutte le mie compagne e la mia grande amica Giulia Cosci». Ha già rinnovato il contratto a Cannes anche per la prossima stagione. Difficile che Luna rimanga due anni nella stessa squadra: «Mi trovo molto bene qui e poi evito al mio fidanzato milanese Gerardo Campellone di dover prendere spesso l’aereo. Mi raggiunge in auto ed è venuto a vedermi giocare cinque partite su sei dei playoff. La sua presenza in tribuna mi mette serenità». Per completare la serie dei suoi successi manca l’acuto nelle coppe europee. «Ci sono andata vicina nel 2012 con Villa Cortese: arrivammo alla final four di Champions perdendo in semifinale». —
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